La Nuova Sardegna

Treni, non solo ritardi qualcuno parte in anticipo

Claudio Zoccheddu
Treni, non solo ritardi qualcuno parte in anticipo

Succede nella corsa Cagliari-Elmas: così non si rallenta la circolazione sui binari Ferrovie dello Stato. «La possibilità è segnalata sul tabellone degli orari»  

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SASSARI. Non ci sono stati illeciti perché i treni possono anche partire in anticipo. Perché questo accada servono alcune condizioni particolari a cui è probabile che gli utenti non siano abituati. Dunque, il caso sollevato dal giornalista della Rai, Igor Staglianò, che aveva assistito alla partenza, con cinque minuti di anticipo, del treno che lo avrebbe dovuto condurre dall’aeroporto di Elmas alla stazione di Cagliari si è sgonfiato in men che non si dica. Anche se, sono davvero pochi i passeggeri (ma anche gli addetti ai lavori) che avevano fatto caso a questa possibilità perché nell’immaginario collettivo, al massimo, i treni partono e arrivano in ritardo. Ebbene, non è sempre così e la tratta tra Cagliari e Elmas-Aeroporto appartiene a una porzione di ferrovia moderna e ad alta intensità di traffico. In altre parole, la partenza di un treno ogni sette minuti dall’aeroporto verso il capoluogo permette al controllo ferroviario di anticipare la corsa di qualche minuto per garantire la fluidità della linea ferroviaria. Un’eventualità che è anche riportata nel tabellone degli orari, proprio sotto ogni partenza.

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Trenitalia. La conferma arriva anche dall’azienda controllata da Ferrovie dello Stato: «Gli orari sono pubblicati sui tabelloni in cui viene riportato un simbolo o una dicitura che avvisa l’utente di una possibile partenza anticipata di qualche minuto – spiega Amelia Italiano, direttrice regionale di Trenitalia –. È una scelta che viene effettuata per favorire la fluidità della circolazione, dando la precedenza ai diretti perché non tutti i treni si muovono con la stessa velocità e quando una stazione come quella dell’aeroporto è servita da collegamenti continui il disservizio per i passeggeri è ridotto. Ovviamente, non tutti i treni sono soggetti a questa possibilità e spesso i macchinisti e capitreno tendono ad aspettare i passeggeri». C’è poi un treno che proprio non può anticipare nemmeno di un secondo: «L’ultimo treno attende sempre tutti i passeggeri – aggiunge Amelia Italiano –. Ovviamente nei limiti del possibile».

Chiusura e insulti. Nell’attacco sferrato a Trenitalia da parte del passeggero scontento ci sono anche altri aspetti che sono stati riportati con dovizia di particolari. Uno riguarda la richiesta di apertura delle porte che, secondo il giornalista, non sarebbe stata nemmeno valutata dal personale di bordo. Perché, nonostante la partenza anticipata, lui aveva comunque raggiunto il treno e provato ad aprire le porte pigiando il pulsante verde: «Se l’operazione di chiusura era completata, come credo possibile dato che il treno era in partenza, per ritornare indietro sarebbe stato necessario resettare l’intero sistema – aggiunge la direttrice regionale di Trenitalia –. Si sarebbe trattato iniziare daccapo un’operazione che porta via alcuni minuti». Un’idea sconveniente in una stazione in cui le partenze si susseguono a intervalli di tempo ristrettissimi. In ogni caso, Trenitalia ha ricevuto il reclamo del passeggero e si appresta ad aprire un’istruttoria per verificare l’accaduto. Così come si cercherà di chiarire l’episodio che ha chiuso la storia. Perché dopo aver perso il treno, e averlo visto sfilare davanti agli occhi, il giornalista è salito su quello successivo ed è riuscito a raggiungere il macchinista alla stazione di Cagliari. Un incontro in cui il giornalista avrebbe chiesto spiegazioni ottenendo una risposta piccata da parte del ferroviere, interrogato anche sulla possibilità di aprire le porte durante le manovre di partenza. Nel caso dei presunti insulti, però, tabelle, meccanismi e orari lasciano il posto all’educazione.


 

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