La Nuova Sardegna

LO SCHIAFFO DI PUDDU AL CENTRODESTRA

di LUCA ROJCH

Le amministrative sono la tappa intermedia, l’ultimo step prima della grande corsa. Certo un test ristretto, ma con qualche piccolo spunto di riflessione. La ruspa salviniana si è ingolfata. E non...

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Le amministrative sono la tappa intermedia, l’ultimo step prima della grande corsa. Certo un test ristretto, ma con qualche piccolo spunto di riflessione. La ruspa salviniana si è ingolfata. E non spiana la strada alla vittoria del centrodestra.

I dati dei due ballottaggi nell’isola, Assemini e Iglesias, dànno qualche indicazione. Sarebbe eccessivo vedere in questi risultati una verità assoluta. Non sono la pietra su cui costruire la casa della verità. Ma una linea la tracciano. La roccaforte stellata resta nelle mani del Movimento. Assemini è ancora un feudo grillino. Mario Puddu ha governato bene in questi 5 anni. E per i 5 Stelle, mai troppo travolgenti alle amministrative, è un risultato pesante. Per prima cosa il Movimento rinforza la sua corsa verso le Regionali. Si rafforza anche la candidatura di Puddu a governatore. Nel bombardamento giallo che ha portato l’M5s a essere il primo partito alle Politiche del 4 marzo Puddu ci ha messo la faccia. Più di tutti. Non solo come coordinatore è andato alla caccia di volti credibili per il Movimento, ma ha guidato la campagna di Sardegna senza mai nascondersi. L’abbraccio di governo con Salvini nell’isola sembra avere fatto più male alla Lega che ai 5 Stelle.

Il centrodestra non sfonda e perde ai ballottaggi. Forza Italia non si è ancora ritrovata. Il cerone di un accordo tra le diverse anime del partito, non nasconde le rughe profonde di un partito che non trova un leader. Gli azzurri, sempre più pallidi, rischiano di scomparire. Si discute su quale possibile leader lanciare, non su coalizione e contenuti. E uno dei possibili candidati, il senatore Christian Solinas, Psd’Az, sarebbe un ulteriore schiaffo della Lega a Forza Italia.

Il leader del Partito dei sardi, Paolo Maninchedda, sostiene che la divisone tra centrodestra e centrosinistra non garantisce la governabilità e una vittoria limpida. E forse ha ragione lui. Ma è difficile pensare a un futuro da alleati tra partiti che non riescono a trovare il dialogo neanche al loro interno. Neanche quando rischiano di estinguersi come dinosauri minacciati dai meteoriti gialloverdi.

Il Pd sarà capace di farsi sfuggire anche questa ultima ciambella di salvataggio. La vittoria a Iglesias con Marco Usai, 29 anni, è un segnale preciso. Gli elettori potrebbero tornare a dare fiducia ai Dem, ma solo dopo uno tsunami interno. Un cambio radicale. La catarsi collettiva non ci sarà, neanche dopo il 32esimo incontro ad Abbasanta alla ricerca di un accordo. Le tre correnti riusciranno ad alambiccare un candidato segretario. Un perfetto equilibrista, una ballerina sulle punte. E anche se il partito Democratico rischia di subire il tracollo alle prossime regionali la rivoluzione per loro può attendere.

@LucaRojch. @RIPRODUZIONE RISERVATA



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