La Nuova Sardegna

Una sosta nel rifugio degli ultimi

Una sosta nel rifugio degli ultimi

I legami tra diocesi turritana e comunità di Sant’Egidio, gestita da 3 maddalenini

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ROMA. Gratitudine al Santo Padre e la gioia di aver partecipato con la comunità a due momenti così significativi per la Chiesa isolana.

L’arcivescovo di Sassari, Gian Franco Saba, parla nella Sala della Pace della Comunità di Sant’Egidio. Qui, a Trastevere, dove si respira la romanità più genuina ma soprattutto dentro i confini di un luogo che ha fatto del riscatto degli ultimi, degli emarginati, dei rifugiati, del componimento di crisi internazionali, la sua missione, il presule ha voluto fare una sosta conviviale e un frugale pasto con la delegazione dell’arcidiocesi che presiede dopo la concelebrazione in San Pietro. Una scelta fortemente simbolica perché alla Sant’Egidio si respira forte il messaggio rivolto dal Papa a tutta l’umanità e alla Chiesa. Ed è lo stesso identico indirizzo che a Sassari segue con la Fondazione Accademia Casa dei popoli, cultura e religione. Ma anche, si scopre, perché con la Comunità di Sant’Egidio, la diocesi turritana ha un rapporto costante, nel quale ha un peso non secondario l’impegno profuso da un gruppo dirigente di origine sarda che non ha dimenticato la sua terra e che quindi ha un legame stretto con chiunque partendo dalla Sardegna superi il Tirreno diretto verso la città Eterna.

Il presidente Marco Impagliazzo, il fratello Giovanni e un terzo fratello hanno radici alla Maddalena e vi ritornano ogni estate. E quando il lavoro intenso e su tanti fronti che li occupa glielo permette: «Possiamo dire di essere una sorta di multinazionale attiva nei campi della pace e della solidarietà – scherza Giovanni Impagliazzo mostrando l’altare adornato da croci provenienti da tutto il mondo e parlando di uno dei tanti progetti che li attende: l’assistenza agli anziani soli. Per suggellare questo dialogo continuo Roma-Sassari a monsignor Saba, don Gnavi, parroco di Santa Maria in Trastevere, chiesa che lavora a stretto contatto con la Comunità, ha consegnato una medaglia.

Dopo l’incontro a Trastevere e la rimpatriata con i volontari maddalenini il blitz nella Capitale si è chiuso come capita spesso alle comitiva di turisti perché è stata una classica foto di gruppo a chiudere una giornata densa di emozioni che l’arcivescovo e tutti i pellegrini arrivati dalla Sardegna che vi hanno partecipato porteranno nel cuore per tanto tempo, insieme ai ricordi più cari.

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