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Urbanistica, il Fai chiede un nuovo testo

Il Fondo ambientale: via le deroghe al Ppr, altrimenti meglio nessuna riforma


04 luglio 2018


SASSARI. Bene le aperture di Pigliaru ed Erriu alle modifiche, ma ora va presentato un nuovo testo di legge urbanistica che impedisca qualsiasi deroga al Ppr. È questa la richiesta del Fai, il Fondo ambiente italiano fondato da Giulia Maria Crespi e oggi in Sardegna guidato da Monica Scanu. Un concetto che l’associazione ha già esposto davanti alla commissione presieduta da Antonio Solinas, così come hanno fatto le altre organizzazioni di tutela ambientale. «In queste settimane Solinas ha annunciato la volontà di far uscire dalla commissione un testo rivisto – si legge nella nota del Fai – e sia il presidente Pigliaru che l'assessore Erriu hanno dichiarato pubblicamente la loro disponibilità ad accogliere proposte e modifiche anche da parte delle associazioni di tutela ambientale e del paesaggio. Giunti a questo punto, riconoscendo la volontà della Regione al confronto con le parti sociali, chiediamo però un atto concreto: la pubblicazione di un nuovo testo della legge urbanistica in cui vengano rimosse tutte le deroghe al Piano paesaggistico della Sardegna, strumento di quadro che occorre consolidare sia con l'estensione alle zone interne, sia con un attento lavoro di semplificazione degli strumenti attuativi, in un nuovo scenario in cui siano premianti il recupero dell'esistente e la riqualificazione edilizia dei territori con interventi di qualità e non necessariamente con nuove volumetrie».

Per il Fai nel nuovo testo dovranno essere cancellati tutti i riferimenti a possibili deroghe al Ppr. «Si porti in aula un testo profondamente modificato e migliorato. Se, al contrario, non si raggiungerà nessun accordo utile alla scrittura di un testo profondamente rivisto, sarà preferibile lasciar cadere la riforma». Secondo il Fai alla Sardegna serve sì una legge urbanistica «ma solo se questa sarà in grado di favorire lo sviluppo sostenibile del territorio e faccia suoi alcuni imprescindibili principi: innanzitutto la salvaguardia dei suoi paesaggi unici e magnifici, delle sue bellezze naturali, della qualità dei suoi territori e dei suoi prodotti, identificandoli come vero potenziale di crescita economica e sociale per l'isola. Con questa legge dobbiamo affermare il diritto alla difesa dell'ambiente e del paesaggio, determinante per la qualità della vita e per la crescita di un turismo "sano" e di ogni attività economica duratura. Un modello di sviluppo turistico già indicato dal Ppr – conclude il Fai – incardinato sulla ricettività nei centri urbani esistenti, finalizzato a contrastare lo spopolamento dei territori più lontani dal mare». (al.pi.)

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