Assunzioni alla Sider Alloys sos dei sindacati a Pigliaru
Faccia a faccia tra il governatore e una delegazione dei metalmeccanici Il proprietario svizzero sotto accusa: i nuovi dipendenti non sono tutti ex Alcoa
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PORTOVESME. La vertenza dei sindacati e lavoratori della Sider Alloys, che per due giorni hanno bloccato i cancelli dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme per protestare contro la gestione delle prime assunzioni da parte dell'Azienda, arriva sul tavolo della presidenza della Giunta regionale. Oggi alle 13, subito dopo l'incontro con i vertici Air Italy, il governatore Francesco Pigliaru incontrerà la delegazione sindacale dei metalmeccanici e del territorio nella sede di rappresentanza della Giunta, Villa Devoto. I sindacati lamentano il fatto che tra le prime 17 assunzioni effettuate dalla società ci sia un gruppo di addetti tecnici che non fanno parte del bacino dei lavoratori ex Alcoa. I rappresentanti dei lavoratori hanno richiamato l'azienda al «rispetto delle regole» attraverso la sottoscrizione di un accordo per definire gli ulteriori passaggi. Il presidio davanti ai cancelli è stato così sciolto in attesa dell’incontro di domani.
Intanto, la politica si schiera tutta con i lavoratori ex Alcoa. A partire dal capogruppo del Pd, Pietro Cocco. «Non possono essere disattesi gli accordi raggiunti con l'allora ministro Calenda e il presidente Pigliaru che prevedevano in via prioritaria l'assunzione degli ex operai, quegli stessi lavoratori che hanno creduto più di tutti nel rilancio e hanno resistito nel tempo tenendo alta l'attenzione del sindacato, della politica e del territorio del Sulcis Iglesiente, sostenendo anni di battaglie sindacali talvolta molto aspre – dichiara Cocco –. Non è accettabile che la precedenza nelle assunzioni, come previsto dagli accordi, non sia data ovviamente agli ex lavoratori che nel tempo hanno maturato esperienza e professionalità e hanno consentito la ripartenza dello stabilimento». «Si proceda alle assunzioni così come previsto da accordi ministeriali e regionali – è l’appello della deputata dem Romina Mura –. Di Maio si schieri coi lavoratori ex Alcoa che non stanno chiedendo la luna, tantomeno il reddito di cittadinanza, vogliono semplicemente riprendere a lavorare e a produrre. I lavoratori ex Alcoa sono patrimonio umano e di competenze, elemento fondamentale del complesso industriale di Portovesme, che la Sider Alloys si è impegnata a rilanciare. Loro sono stati protagonisti in ogni singola fase della lunga battaglia che ha condotto, finalmente, nello scorso febbraio a firmare il Patto fra nostro Governo, Syder Alloys e Organizzazioni sindacali. E rispetto a quel Patto non si torni indietro». Si rivolge al ministro Di Maio anche Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia. «Si rispettino i patti e le assunzioni avvengano nel rispetto degli accordi siglati. Invitiamo Di Maio a non tenere atteggiamenti pilateschi, a prendere immediatamente in mano la situazione prima che passi il tempo e che finisca fuori controllo. Se oggi esiste ancora lo stabilimento di Portovesme è grazie alla lotta dei lavoratori insieme a un intero territorio. Lo abbiamo ribadito anche alla Camera durante la discussione sul decreto per la proroga degli ammortizzatori sociali: l’obiettivo era e deve essere quello di ridare un futuro industriale al Paese e di difendere per oggi e per domani il lavoro. Tutti devono fare la propria parte: noi, anche dai banchi dell’opposizione faremo la nostra. Il Governo ha l’occasione per dare un segnale. Non la sprechi».
Intanto, la politica si schiera tutta con i lavoratori ex Alcoa. A partire dal capogruppo del Pd, Pietro Cocco. «Non possono essere disattesi gli accordi raggiunti con l'allora ministro Calenda e il presidente Pigliaru che prevedevano in via prioritaria l'assunzione degli ex operai, quegli stessi lavoratori che hanno creduto più di tutti nel rilancio e hanno resistito nel tempo tenendo alta l'attenzione del sindacato, della politica e del territorio del Sulcis Iglesiente, sostenendo anni di battaglie sindacali talvolta molto aspre – dichiara Cocco –. Non è accettabile che la precedenza nelle assunzioni, come previsto dagli accordi, non sia data ovviamente agli ex lavoratori che nel tempo hanno maturato esperienza e professionalità e hanno consentito la ripartenza dello stabilimento». «Si proceda alle assunzioni così come previsto da accordi ministeriali e regionali – è l’appello della deputata dem Romina Mura –. Di Maio si schieri coi lavoratori ex Alcoa che non stanno chiedendo la luna, tantomeno il reddito di cittadinanza, vogliono semplicemente riprendere a lavorare e a produrre. I lavoratori ex Alcoa sono patrimonio umano e di competenze, elemento fondamentale del complesso industriale di Portovesme, che la Sider Alloys si è impegnata a rilanciare. Loro sono stati protagonisti in ogni singola fase della lunga battaglia che ha condotto, finalmente, nello scorso febbraio a firmare il Patto fra nostro Governo, Syder Alloys e Organizzazioni sindacali. E rispetto a quel Patto non si torni indietro». Si rivolge al ministro Di Maio anche Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia. «Si rispettino i patti e le assunzioni avvengano nel rispetto degli accordi siglati. Invitiamo Di Maio a non tenere atteggiamenti pilateschi, a prendere immediatamente in mano la situazione prima che passi il tempo e che finisca fuori controllo. Se oggi esiste ancora lo stabilimento di Portovesme è grazie alla lotta dei lavoratori insieme a un intero territorio. Lo abbiamo ribadito anche alla Camera durante la discussione sul decreto per la proroga degli ammortizzatori sociali: l’obiettivo era e deve essere quello di ridare un futuro industriale al Paese e di difendere per oggi e per domani il lavoro. Tutti devono fare la propria parte: noi, anche dai banchi dell’opposizione faremo la nostra. Il Governo ha l’occasione per dare un segnale. Non la sprechi».
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