Hotel, bonus sul mare sino a 1500 metri cubi
Possibilità di aumentare i posti letto solo per le mini strutture
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CAGLIARI. Sull’urbanistica i vertici di maggioranza non bastano mai. Dopo quello fiume dell’altro giorno, durato ben sette ore, il centrosinistra ieri ha avuto bisogno anche dei tempi supplementari. Però pare che, a questo punto, la legge sia stata blindata una volta per tutte su tutti gli articoli. Nell’ultimo confronto con l’assessore Cristiano Erriu, i consiglieri regionali avrebbero definito con esattezza come potrà essere utilizzato il bonus destinato agli alberghi nei 300 metri dal mare e anche la tabella sulle costruzioni in campagna.
Trecento metri. La prima novità è che il tetto massimo di volumetrie in più, previste dal bonus del 25 per cento, sarà di 1.500 metri cubi. Fino all’altro giorno sembrava che dovesse avere la meglio chi sosteneva la soglia dei 2mila metri cubi, ma alla fine hanno prevalso quanti proponevano un’ulteriore riduzione. Comunque anche con 1.500 metri cubi, gli alberghi potranno realizzare i centri benessere e le aree congressi, considerati i «servizi aggiuntivi necessari per allungare la stagione turistica». Per quanto riguarda invece l’ampliamento delle camere sarà possibile ma la nuova cubatura comunque non dovrà superare il bonus del 25 per cento, sarà calcolato sulle volumetrie esistenti, e dovrà rimanere anche sempre al di sotto della soglia dei 1.500 metri cubi. Questa clausola permetterà agli hotel di adeguare le camere agli ultimi standard internazionali, in altre parole aumentare i metri quadri, ma non potranno far crescere il numero dei posti letto. Possibilità che invece avranno i piccoli alberghi affacciati sul mare. E infatti la seconda novità è questa: le strutture con meno di cento posti letto potranno aumentare la loro capacità ricettiva fino ad arrivare al tetto massimo di capienza, cioè cento. Ma anche in questo caso rimarrà vincolante il 25 per cento di bonus, per evitare che un piccolissimo albergo, che oggi ha venti stanze, possa pretendere di costruirne altre ottanta. Infine, il vertice ha ribadito che il nuovo premio di cubatura non sarà cumulabile con quelli concessi previsti a suo tempo dal Piano casa. Gli alberghi potranno utilizzare invece la differenza fra quanto sfruttato in passato e l’ormai consolidata soglia del 25 per cento.
Case in campagna. La proposta iniziale dell’assessorato all’urbanistica è stata modificata. Resta la tabella che prevede un lotto minimo per ogni tipo coltura, perché sia possibile costruire la casa, ma in corsa è stata corretta proprio l’estensione del terreno. Per chi vuole coltivare fiori e ortaggi, non basterà essere proprietario solo di un ettaro, com’era nella prima bozza, dovranno essere almeno due. La nuova clausola è stata decisa per evitare che continui a esserci una frammentazione delle campagne e soprattutto il vincolo dovrebbe mettere fine al fenomeno delle false aziende agricole che da sempre nascondono la nascita di lottizzazioni fantasma. Di contro è stato diminuito da 30 a 15 il numero degli ettari necessari per edificare quando essere coltivati sono orzo, avena, prati e pascoli permanenti.
Istruttoria conclusa. A questo punto dopo l’ennesimo vertice, da mercoledì il testo ormai blindato dovrebbe essere votato dalla commissione urbanistica del Consiglio e le riunioni andranno avanti fino alla penultima o all’ultima settimana di luglio. Approvati tutti gli articoli, la legge sarà consegnata al Consiglio, ma la discussione in aula non comincerà comunque prima di settembre, quindi soltanto al rientro dalle ferie. A confermare quest’ipotesi è anche il regolamento: dopo il voto in commissione, i partiti di centrodestra avranno a disposizione dieci giorni per presentare una controrelazione. Il che vuol dire, calendario alla mano, finire a ridosso di Ferragosto. Dunque, è ufficiale: la nuova legge urbanistica entrerà in aula nella prima settimana di settembre. (ua)
Trecento metri. La prima novità è che il tetto massimo di volumetrie in più, previste dal bonus del 25 per cento, sarà di 1.500 metri cubi. Fino all’altro giorno sembrava che dovesse avere la meglio chi sosteneva la soglia dei 2mila metri cubi, ma alla fine hanno prevalso quanti proponevano un’ulteriore riduzione. Comunque anche con 1.500 metri cubi, gli alberghi potranno realizzare i centri benessere e le aree congressi, considerati i «servizi aggiuntivi necessari per allungare la stagione turistica». Per quanto riguarda invece l’ampliamento delle camere sarà possibile ma la nuova cubatura comunque non dovrà superare il bonus del 25 per cento, sarà calcolato sulle volumetrie esistenti, e dovrà rimanere anche sempre al di sotto della soglia dei 1.500 metri cubi. Questa clausola permetterà agli hotel di adeguare le camere agli ultimi standard internazionali, in altre parole aumentare i metri quadri, ma non potranno far crescere il numero dei posti letto. Possibilità che invece avranno i piccoli alberghi affacciati sul mare. E infatti la seconda novità è questa: le strutture con meno di cento posti letto potranno aumentare la loro capacità ricettiva fino ad arrivare al tetto massimo di capienza, cioè cento. Ma anche in questo caso rimarrà vincolante il 25 per cento di bonus, per evitare che un piccolissimo albergo, che oggi ha venti stanze, possa pretendere di costruirne altre ottanta. Infine, il vertice ha ribadito che il nuovo premio di cubatura non sarà cumulabile con quelli concessi previsti a suo tempo dal Piano casa. Gli alberghi potranno utilizzare invece la differenza fra quanto sfruttato in passato e l’ormai consolidata soglia del 25 per cento.
Case in campagna. La proposta iniziale dell’assessorato all’urbanistica è stata modificata. Resta la tabella che prevede un lotto minimo per ogni tipo coltura, perché sia possibile costruire la casa, ma in corsa è stata corretta proprio l’estensione del terreno. Per chi vuole coltivare fiori e ortaggi, non basterà essere proprietario solo di un ettaro, com’era nella prima bozza, dovranno essere almeno due. La nuova clausola è stata decisa per evitare che continui a esserci una frammentazione delle campagne e soprattutto il vincolo dovrebbe mettere fine al fenomeno delle false aziende agricole che da sempre nascondono la nascita di lottizzazioni fantasma. Di contro è stato diminuito da 30 a 15 il numero degli ettari necessari per edificare quando essere coltivati sono orzo, avena, prati e pascoli permanenti.
Istruttoria conclusa. A questo punto dopo l’ennesimo vertice, da mercoledì il testo ormai blindato dovrebbe essere votato dalla commissione urbanistica del Consiglio e le riunioni andranno avanti fino alla penultima o all’ultima settimana di luglio. Approvati tutti gli articoli, la legge sarà consegnata al Consiglio, ma la discussione in aula non comincerà comunque prima di settembre, quindi soltanto al rientro dalle ferie. A confermare quest’ipotesi è anche il regolamento: dopo il voto in commissione, i partiti di centrodestra avranno a disposizione dieci giorni per presentare una controrelazione. Il che vuol dire, calendario alla mano, finire a ridosso di Ferragosto. Dunque, è ufficiale: la nuova legge urbanistica entrerà in aula nella prima settimana di settembre. (ua)
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