agroalimentare
Produzioni tradizionali, ok alla leggina
Lotto, Pd: ora i piccoli agricoltori potranno presentarsi sul mercato
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CAGLIARI. Per le piccole aziende agricole della Sardegna lavorare, trasformare e confezionare i propri prodotti sarà molto più semplice. Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una leggina che tra l’altro consente agli agricoltori di utilizzare la cucina delle case in cui abitano come laboratori, sempre che i locali rispettino le necessarie caratteristiche igienico sanitarie. Obiettivo della legge, ha spiegato il presidente della commissione attività produttive, Luigi Lotto del Pd, «è permettere ai piccoli agricoltori di presentarsi sul mercato con le loro produzioni caratteristiche, valorizzando tutte quelle che da sempre sono considerate pratiche tradizionali ed identitarie tipiche delle comunità rurali». La legge è soprattutto rivolta agli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti singoli o associati. Chi intende avviare la propria attività dovrà registrarsi allo Sportello unico per le attività produttive. La giunta regionale dovrà emanare, entro 120 giorni dall'approvazione della legge, i disciplinari in cui dovranno essere elencati soprattutto gli ingredienti utilizzabili nelle varie produzioni e i requisiti dei locali. Di fatto la legge recepisce le norme europee sulla cosiddetta vendita diretta. «In altre regioni, soprattutto la Toscana – ha detto Luigi Crisponi dei Riformatori – proprio la lavorazione in loco ha permesso a diversi agricoltori di ritagliarsi uno spazio importante nel mercato delle produzioni autoctone, rilanciando anche grazie al turismo le tradizioni che da sempre appartengono alla nostra agricoltura». Finora, in Sardegna, erano diverse le prescrizioni previste e molte di questi di fatto impedivano sia la trasformazione che il confezionamento delle piccole produzioni. «Con questa legge di buon senso – ha sottolineato Marco Tedde di Forza Italia – evitiamo di disperdere conoscenze e storie familiari, salvaguardiamo l’identità delle piccole aziende e diamo forza a chi produce marmellate o salumi di arrivare direttamente al mercato».
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