Benigni, stop di un mese a Sassari anche la Braschi
di Luigi Soriga
L’attore si è rotto una vertebra sul gommone. Sarà dimesso entro due giorni
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SASSARI. Con la prima vertebra rotta, dolore dappertutto, imbottito di analgesici, inchiodato a un letto di ospedale, la vita non è esattamente bella. Eppure Roberto Benigni, anche dentro questa parentesi di sfiga, riesce a sorriderci su.
«Gentile e alla mano – dice il manager dell’Aou Antonio D’Urso – abbiamo chiacchierato cinque minuti ed è stato scherzoso e simpatico. Mi ha lasciato l’impressione di una persona davvero gradevole».
La porta del reparto di Ortopedia, terzo piano della stecca bianca delle Cliniche di San Pietro, è chiusa a tripla mandata. Quando alle 13 arriva l’ora delle visite, le infermiere presidiano l’ingresso come fosse un valico di dogana: «Chi siete, cosa fate, cosa portate, si ma quanti siete?». Ai parenti dei ricoverati risparmiavano giusto l’obolo del fiorino, ma per il resto il terzo grado era chirurgico. L’ordine dall’alto d’altronde è tassativo: massimo rispetto della privacy, accessi blindati. Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi hanno chiesto tranquillità e discrezione, e dunque ai giornalisti non resta che piangere in sala d’attesa.
In effetti ospitare un premio oscar non capita spesso, e ortopedia da tempo non vedeva un simile via vai di personale sanitario. Chissà come, infermiere, oss, medici, ieri mattina avevano qualcosa da fare, da dire, o da consegnare in reparto. A un certo punto arriva una schiera di camici verdi, sono tutti giovanissimi, bussano alla porta: «E voi cosa volete?», chiede un medico. Una ragazza solleva il sopracciglio e sorride ammiccante, ma è bastato lo sguardo del medico per stroncare ogni curiosità. Vanno via con la coda tra le gambe. Invece le porte si spalancano trionfali quando si presentano il direttore generale dell’Aou d’Urso, quello sanitario Orrù, scortati dal primario Doria e dal responsabile del dipartimento di urgenza Terragni. Visita di cortesia delle 11,45. «Io sono siciliano – dice D’Urso – e conoscevo perfettamente le location del film Johnny Stecchino. Perciò abbiamo scherzato sulla famosa scena della sparatoria per la banana rubata. Ma abbiamo anche parlato della sua interpretazione della Divina Commedia. Era un po’ sofferente ma di buon umore. Lui e la moglie sono stati estremamente cordiali, e hanno ringraziato di cuore tutto lo staff medico».
Impossibile non rivolgergli una battuta sulla sfida tutta da oscar con George Clooney, a chi si fa più male nell’isola. L’attore regista americano finito sull’asfalto, la moto contro un camion nei pressi della Costa Corallina: contusione al ginocchio. Per l’attore toscano invece incidente in mare, nell’arcipelago Maddalenino, a bordo di un gommone. Probabile accelerata improvvisa e dolorosa caduta col sedere sulla chiglia o sul gavone: prima vertebra rotta. L’isola, questa estate, non è proprio la meta ideale per i vip. Per fortuna per Benigni non sarà necessario l’intervento chirurgico, ma anche le vacanze sarde purtroppo sono scivolate via. Sarà dimesso nell’arco di un paio di giorni, ma poi dovrà stare immobile e al riposo per almeno un mese.
«Gentile e alla mano – dice il manager dell’Aou Antonio D’Urso – abbiamo chiacchierato cinque minuti ed è stato scherzoso e simpatico. Mi ha lasciato l’impressione di una persona davvero gradevole».
La porta del reparto di Ortopedia, terzo piano della stecca bianca delle Cliniche di San Pietro, è chiusa a tripla mandata. Quando alle 13 arriva l’ora delle visite, le infermiere presidiano l’ingresso come fosse un valico di dogana: «Chi siete, cosa fate, cosa portate, si ma quanti siete?». Ai parenti dei ricoverati risparmiavano giusto l’obolo del fiorino, ma per il resto il terzo grado era chirurgico. L’ordine dall’alto d’altronde è tassativo: massimo rispetto della privacy, accessi blindati. Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi hanno chiesto tranquillità e discrezione, e dunque ai giornalisti non resta che piangere in sala d’attesa.
In effetti ospitare un premio oscar non capita spesso, e ortopedia da tempo non vedeva un simile via vai di personale sanitario. Chissà come, infermiere, oss, medici, ieri mattina avevano qualcosa da fare, da dire, o da consegnare in reparto. A un certo punto arriva una schiera di camici verdi, sono tutti giovanissimi, bussano alla porta: «E voi cosa volete?», chiede un medico. Una ragazza solleva il sopracciglio e sorride ammiccante, ma è bastato lo sguardo del medico per stroncare ogni curiosità. Vanno via con la coda tra le gambe. Invece le porte si spalancano trionfali quando si presentano il direttore generale dell’Aou d’Urso, quello sanitario Orrù, scortati dal primario Doria e dal responsabile del dipartimento di urgenza Terragni. Visita di cortesia delle 11,45. «Io sono siciliano – dice D’Urso – e conoscevo perfettamente le location del film Johnny Stecchino. Perciò abbiamo scherzato sulla famosa scena della sparatoria per la banana rubata. Ma abbiamo anche parlato della sua interpretazione della Divina Commedia. Era un po’ sofferente ma di buon umore. Lui e la moglie sono stati estremamente cordiali, e hanno ringraziato di cuore tutto lo staff medico».
Impossibile non rivolgergli una battuta sulla sfida tutta da oscar con George Clooney, a chi si fa più male nell’isola. L’attore regista americano finito sull’asfalto, la moto contro un camion nei pressi della Costa Corallina: contusione al ginocchio. Per l’attore toscano invece incidente in mare, nell’arcipelago Maddalenino, a bordo di un gommone. Probabile accelerata improvvisa e dolorosa caduta col sedere sulla chiglia o sul gavone: prima vertebra rotta. L’isola, questa estate, non è proprio la meta ideale per i vip. Per fortuna per Benigni non sarà necessario l’intervento chirurgico, ma anche le vacanze sarde purtroppo sono scivolate via. Sarà dimesso nell’arco di un paio di giorni, ma poi dovrà stare immobile e al riposo per almeno un mese.
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