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Censimento delle aziende Coldiretti promuove Caria

Censimento delle aziende Coldiretti promuove Caria

Il presidente Cualbu: solo con i dati certi si evitano le speculazioni del passato Il direttore Saba: i numeri sulla produzione non devono restare un caso isolato

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SASSARI. Coldiretti plaude all’iniziativa dell’assessorato regionale all’agricoltura di censire la produzione reale delle aziende ovicaprine della Sardegna. «È da anni che chiedevamo alla Regione di conoscere i dati della reale produzione di latte in Sardegna. Solo partendo dai dati è possibile programmare seriamente e liberare così il settore dall’opacità, dalle speculazioni di pochi e dalle oscillazioni di prezzo che puntualmente, quando crolla, vengono fatte ricadere solo sui pastori, accusati anche di essere i responsabili della crisi», dice il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu. Che ricorda quello che è successo nel 2016. «I pastori erano stati accusati di eccessiva produzione di latte, un’accusa poi smentita a posteriori dai dati. Ma la smentita era arrivata troppo tardi quando ormai i pastori avevano già pagato i 150 milioni di euro del crollo del prezzo del pecorino, ricevendo 50 centesimi al litro per le incapacità, invece, di chi aveva prodotto troppo Pecorino romano congestionando il mercato. Oggi, e questo ci gratifica e fa ben sperare, troviamo l’appoggio anche dell’assessore all’Agricoltura che parla apertamente di “speculazioni e chiacchiericci dove a pagarne le conseguenze sono stati sempre i pastori con saliscendi del prezzo del latte intollerabili”».

Soddisfatto anche il direttore di Coldiretti, Luca Saba. «L’essere riusciti ad avere i dati sulla produzione di latte degli ultimi due anni non deve rimanere un episodio isolato ma deve divenire la prassi, come del resto dice anche l’assessore all’Agricoltura quando afferma che “dobbiamo fare in modo che i dati siano aggiornati anno dopo anno perché con i numeri in mano possiamo finalmente costruire le migliori condizioni che diano stabilità a un comparto così importante per le economie e la storia della nostra terra”. Noi grazie all’accordo con Biraghi abbiamo dato l’esempio di cosa significhi avere un accordo di filiera trasparente con un equo riconoscimento a tutti gli attori, garantendo stabilità e continuità nel prezzo. E siamo riusciti a farlo in annate difficili. Speriamo che si segua questa strada e si programmi seriamente tutti insieme senza esclusioni o ricerca di capri espiatori chiamati sempre e comunque a pagare le incapacità degli altri».



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