La Nuova Sardegna

Porto Cervo blindatissima: «Qui nessuno ha paura»

di Stefania Puorro
Porto Cervo blindatissima: «Qui nessuno ha paura»

Telecamere e vigilanza 24 ore al giorno sorvegliano le vacanze dei milionari

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INVIATA A PORTO CERVO. Gli occhi di migliaia di telecamere si fanno spazio tra ginepri e lentischi. Ma si notano anche dietro i muretti, davanti agli ingressi delle ville e delle boutique, nei sentieri ombreggiati che portano alle spiagge. E in ogni angolo dei lussuosi alberghi, sui viali, nelle piazze. A partire dal Pevero e sino ad arrivare a Liscia di Vacca, la sorveglianza non sembra avere falle. I passaggio delle auto della vigilanza del consorzio è continuo e nel corso della giornata non passano inosservate le gazzelle dei carabinieri e le volanti della polizia. 

In una Costa Smeralda così blindata, ci si chiede ancora come sia stato possibile mettere a segno il furto al Pitrizza (uno degli hotel gestiti dalla Marriot International), da cui sono spariti 150 mila euro in gioielli. Così, almeno, ha raccontato il cliente angolano derubato, che ha presentato la denuncia ai carabinieri del reparto territoriale di Olbia.

Un colpo, questo, sul quale c’è tanto da capire, ma che non ha comunque spaventato i consorziati che hanno le attività nel cuore di Porto Cervo. Nessuno parla di allarme furti, nessuno vive con la paura. «Questa è una zona controllata e pattugliata 24 ore su 24 - dice il responsabile vendite di una delle tante boutique esclusive -: il passaggio delle guardie del Consorzio è frequente, ci sono telecamere ovunque e ogni negozio ha gli impianti antintrusione. Non solo. Alcune attività, come le gioiellerie, hanno anche incrementato la sicurezza con guardie proprie».

«Sì, ho letto del furto al Pitrizza. Ma sappiamo con certezza - racconta una signora che passeggia nella piazzetta degli Archi e che ammira le vetrine - che in questa zona i ladri rischiano sempre meno, proprio perché ci sono controlli rigorosissimi».

«Io lavoro a Porto Cervo da circa dieci anni - aggiunge una giovane commessa - e i furti, rispetto al passato, sono diminuiti. E non viviamo in un clima di terrore».

E così la pensano tutti coloro ai quali è stato chiesto un commento. Con una sola richiesta: quella di non fare il loro nome. Ma da queste parti, la riservatezza è una parola d’ordine. Tanto che nessuno, soprattutto dopo il furto al Pitrizza, è intervenuto ufficialmente. Non una parola da parte del management degli alberghi che appartengono al fondo sovrano del Qatar e niente informazioni nemmeno dal Consorzio Costa Smeralda. «Non possiamo dire nulla - ha dichiarato al telefono Giulia Razzi, responsabile comunicazioni per il Consorzio- e non possiamo fornire dettagli sul nostro servizio di vigilanza. Le uniche notizie che possono essere divulgate, sono quelle che si trovano nel nostro sito. Per il resto, ogni informazione va chiesta ai carabinieri».

Intanto vanno avanti le indagini sul colpo al Pitrizza. C’è un attento lavoro in corso per cercare di far luce su quanto accaduto, ma per sapere se ci saranno eventuali sviluppi bisognerà aspettare ancora. L’unica certezza è che a Porto Cervo e in tutta la Costa Smeralda i furti sono calati. Ancora presto, però, per avere numeri e statistiche.
 

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