Morte in mare, il testimone: «Ho visto quell’imbarcazione non chiedevano aiuto»
Il cabinato si è inabissato davanti all’hotel Rasciada di Castelsardo. Un ospite lo aveva notato alle 22 davanti agli scogli
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CASTELSARDO. L’hotel resort Rasciada è una bella struttura ricettiva sulla strada per Lu Bagnu. È composta da miniappartamenti dislocati in un ampio terreno, alcuni si affacciano sul mare e uno in particolare ha la vista nel punto esatto in cui la barca è affondata.
Sono circa le 14 quando una famiglia di turisti rientra nel proprio bungalow dopo una mattinata trascorsa in qualche spiaggia della zona. La notizia dell’incidente si è diffusa velocemente tra i clienti del resort, anche perché l’hotel è l’unica via di accesso (a parte il mare) per arrivare alla scogliera dove è stato recuperato il corpo del dentista Spanu. Quindi il via vai di carabinieri, vigili del fuoco, giornalisti, non poteva passare inosservato.
A un certo punto il turista ricorda: «Io ieri notte ho visto quella barca proprio qui sotto, erano circa le 22, ero seduto qui fuori». L’alloggio di questa famiglia di turisti offre in effetti la visuale perfetta: «Ricordo molto bene che si muoveva lentamente prima avanti e poi indietro. In un primo momento ho notato una piccola luce verde, poi ne è stata accesa un’altra rossa...Non ho sentito però nessuna richiesta di aiuto, né alcuna voce». Quella descritta dal testimone era insomma una situazione di assoluta serenità. Testimonianza, però, molto importante perché fa capire che i due non si sono resi conto subito di essere finiti contro uno scoglio. Probabilmente in quel momento stavano cercando di trovare il punto ideale per fermare la barca e pescare. Senza, evidentemente, rendersi conto di essere troppo vicini alle rocce. Non hanno in sostanza avvertito una situazione di pericolo e quindi non hanno avuto la necessità di chiedere aiuto a qualcuno. Perché in tal caso sarebbe bastato che uno dei due urlasse e chiunque dal resort avrebbe potuto sentire e chiamare i soccorsi. Ma evidentemente i due medici non hanno avuto né il tempo né il modo di farlo. E quando Spanu ha provato a raggiungere a nuoto la riva e da lì salire verso l’hotel potrebbe esser stato colto da un malore che gli ha impedito di salvare la sua vita e forse anche quella del caro amico che venerdì sera aveva voluto fargli compagnia. (na.co.)
Sono circa le 14 quando una famiglia di turisti rientra nel proprio bungalow dopo una mattinata trascorsa in qualche spiaggia della zona. La notizia dell’incidente si è diffusa velocemente tra i clienti del resort, anche perché l’hotel è l’unica via di accesso (a parte il mare) per arrivare alla scogliera dove è stato recuperato il corpo del dentista Spanu. Quindi il via vai di carabinieri, vigili del fuoco, giornalisti, non poteva passare inosservato.
A un certo punto il turista ricorda: «Io ieri notte ho visto quella barca proprio qui sotto, erano circa le 22, ero seduto qui fuori». L’alloggio di questa famiglia di turisti offre in effetti la visuale perfetta: «Ricordo molto bene che si muoveva lentamente prima avanti e poi indietro. In un primo momento ho notato una piccola luce verde, poi ne è stata accesa un’altra rossa...Non ho sentito però nessuna richiesta di aiuto, né alcuna voce». Quella descritta dal testimone era insomma una situazione di assoluta serenità. Testimonianza, però, molto importante perché fa capire che i due non si sono resi conto subito di essere finiti contro uno scoglio. Probabilmente in quel momento stavano cercando di trovare il punto ideale per fermare la barca e pescare. Senza, evidentemente, rendersi conto di essere troppo vicini alle rocce. Non hanno in sostanza avvertito una situazione di pericolo e quindi non hanno avuto la necessità di chiedere aiuto a qualcuno. Perché in tal caso sarebbe bastato che uno dei due urlasse e chiunque dal resort avrebbe potuto sentire e chiamare i soccorsi. Ma evidentemente i due medici non hanno avuto né il tempo né il modo di farlo. E quando Spanu ha provato a raggiungere a nuoto la riva e da lì salire verso l’hotel potrebbe esser stato colto da un malore che gli ha impedito di salvare la sua vita e forse anche quella del caro amico che venerdì sera aveva voluto fargli compagnia. (na.co.)
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