La Lega: accordo col Psd’Az, con Fi si vedrà
Il numero due Giagoni: con i sardisti è un patto di ferro, le altre alleanze dipendono dal programma
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SASSARI. L’unica certezza è il patto con il Psd’Az. Sui rapporti con Forza Italia da una parte e con il Movimento 5 stelle dall’altra regna l’incertezza. La Lega si prepara alle regionali. Un appuntamento in cui cercherà di portare a casa un bottino superiore al già ottimo risultato delle politiche, quando ha superato quota 10 per cento. Una percentuale figlia dell’intesa con il Partito sardo d’Azione. Che infatti viene riconfermata senza se e senza ma. «Col Psd’Az c’è una alleanza forte che andrà anche oltre le regionali – dice Dario Giagoni, vice commissario regionale della Lega –. È un patto di ferro che ha già ottenuto eccellenti risultati alle politiche. Con i sardisti stiamo già lavorando al programma e da questo poi dipenderanno le altre alleanze». La Lega ovviamente guarda a destra, ma, anche alla luce di quello che sta succedendo in Abruzzo, potrebbe correre da sola. «Sarà Matteo Salvini a indicarci la linea da seguire. Ma quello che conta sono soprattutto i programmi. È su quello che verterà la discussione con Forza Italia, Fratelli d’Italia, altre forze indipendentiste. Se poi le linee non saranno condivise si andrà da soli. Basta vedere quanto sta accadendo in Abruzzo. Ma, ripeto, saranno i vertici della Lega a valutare la situazione».
Più difficile un’alleanza con il Movimento 5 stelle, anche dopo il no ribadito dal candidato-governatore dei grillini, Mario Puddu. Ma la rivalità in campagna elettorale non dovrebbe avere ripercussioni sul patto di governo. Di questo Giagoni ne è convinto. «Il contratto tra Salvini e Di Maio è su alcuni punti importanti e non credo proprio che le regionali possano causare una spaccatura nella maggioranza di governo. Anche perché parlando con la gente nei mercati, nelle piazze mi sto rendendo conto che verso l’esecutivo gialloverde c’è molta soddisfazione. Chi non ci ha votato a marzo dice che oggi ci voterebbe». A marzo Giagoni non è entrato in Parlamento per un soffio, e proprio per questo ha presentato due ricorsi. «La giunta per le elezioni si è insediata una ventina di giorni fa e dovrà esaminarne almeno una cinquantina». (al.pi.)
Più difficile un’alleanza con il Movimento 5 stelle, anche dopo il no ribadito dal candidato-governatore dei grillini, Mario Puddu. Ma la rivalità in campagna elettorale non dovrebbe avere ripercussioni sul patto di governo. Di questo Giagoni ne è convinto. «Il contratto tra Salvini e Di Maio è su alcuni punti importanti e non credo proprio che le regionali possano causare una spaccatura nella maggioranza di governo. Anche perché parlando con la gente nei mercati, nelle piazze mi sto rendendo conto che verso l’esecutivo gialloverde c’è molta soddisfazione. Chi non ci ha votato a marzo dice che oggi ci voterebbe». A marzo Giagoni non è entrato in Parlamento per un soffio, e proprio per questo ha presentato due ricorsi. «La giunta per le elezioni si è insediata una ventina di giorni fa e dovrà esaminarne almeno una cinquantina». (al.pi.)
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