La Nuova Sardegna

UN NUOVO VERO PATTO PER NUORO

di PAOLO MERLINI

Supportato alle elezioni da liste civiche, con l’eccezione del Psd’Az e della Base, nell’ultimo anno Soddu ha avuto non poca difficoltà a tenere insieme una maggioranza sin troppo variegata. L’immagin...

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Supportato alle elezioni da liste civiche, con l’eccezione del Psd’Az e della Base, nell’ultimo anno Soddu ha avuto non poca difficoltà a tenere insieme una maggioranza sin troppo variegata.

L’immagine un po’ oleografica della coalizione del rinnovamento ha cominciato a incrinarsi nel dicembre scorso, con le dimissioni dell’assessore al Bilancio Lina Denti. Dopo aver annunciato a più riprese che i conti in rosso del Comune erano in via di risanamento, Denti ha rifiutato di firmare una delibera che inseriva in bilancio un nuovo debito da quattro milioni e se n’è andata. Poi si è messo di traverso il gruppo Città in Comune: il suo assessore, Maria Boi, ha cominciato a disertare le riunioni di giunta, pur non dimettendosi. È notizia degli ultimi giorni il rientro a pieno titolo in maggioranza.

Nel frattempo la giunta Soddu ha perso per strada un altro assessore, Marcello Seddone, espressione di una lista sostenuta dalla chiesa nuorese; poi anche la sua sostituta, Chiara Flore, diretta emanazione del sindaco: poche settimane dopo la nomina ha “restituito” una delle sue deleghe («Mancano i fondi, impossibile amministrare», ha detto). Soddu le ha tolto anche le altre, indennità compresa. Poi c’è stato il caso del Psd’Az, che vantava due assessorati e pure di peso.

Lo spartiacque ufficialmente è l’alleanza con Salvini. Il gruppo in consiglio prima prende le distanze all’unanimità dalla svolta leghista, poi lascia solo il capogruppo Catte, che abbandona il partito. Cambia volto anche il gruppo della Base, seconda forza politica della coalizione Soddu, dopo che il suo leader Arbau aderisce al Psd’Az e formalizza l’abbraccio con la Lega già tentato alle politiche di marzo. Il vice sindaco Sebastian Cocco e i tre consiglieri della lista non ci stanno e aderiscono all’Italia in Comune del sindaco di Parma Pizzarotti.

Nel frattempo Soddu è sempre più schierato contro Salvini, anche come presidente del Consiglio delle autonomie locali. E ritira le deleghe ai due assessori sardisti. Ufficialmente per questioni ideologiche, in realtà perché consiglieri e assessori avevano cominciato a fare vela dai rispettivi luoghi di pertinenza. Il fatto è che il Psd’Az vuole un terzo assessore.

Come andrà a finire? La giunta sconfitta nel 2015, a guida Pd, di assessorati ne aveva undici. Soddu ha cominciato con sette, poi è sceso a sei, poi ancora a cinque. Si tornerà a sette, probabilmente, ma non sarà semplice accontentare tutti. E la fibrillazione politica in vista delle prossime elezioni regionali non aiuta. Per questo Soddu oggi chiederà un atto di responsabilità a chi lo ha appoggiato tre anni fa per rinnovare il patto con la città, e ogni nuorese sa bene quanto ci sia bisogno di atti concreti.



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