la proposta
Cibi sardi nelle mense scolastiche
Cappellacci: «Si garantirebbero qualità e sostegno alle campagne»
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SASSARI. «Subito i prodotti agroalimentari sardi nelle mense scolastiche e nei servizi di ristorazione collettiva». È questo l’ultimo appello di Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia, che anche un anno fa aveva presentato una mozione in Consiglio regionale e che adesso annuncia nuove iniziative in sede parlamentare.
«La legge c’è già – ricorda l’esponente azzurro –, anzi sono ben due: la numero 1 e la numero 15 del 2010, approvate durante la scorsa legislatura. Si tratta di norme che prevedono accordi tra gli enti pubblici titolari di servizi di ristorazione collettiva, l’indicazione nei capitolati per servizi di ristorazione collettiva di criteri ispirati all’introduzione di prodotti sardi e alla predisposizione di menù che tengano conto anche della stagionalità delle produzioni. Sono previsti inoltre eventi, scambi culturali, gemellaggi tra le diverse comunità isolane per promuovere un consumo consapevole di prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità e specifiche misure di sostegno alla diffusione dei prodotti sardi. I benefici sarebbero molteplici: un sostegno immediato al mondo delle campagne collegato ad un effetto positivo per la collettività, che inciderebbe positivamente anche sulla questione del prezzo del latte ovino; una maggiore diffusione dei prodotti agroalimentari sardi in generale, una maggiore tutela della qualità dei prodotti, una forte sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica sui benefici di consumare prodotti sani e sardi. Questa piccola ‘rivoluzione’ non può essere tenuta in un cassetto. Gli strumenti normativi ci sono e, se c’è anche una volontà politica sincera, si può dare una risposta concreta al mondo delle campagne e contemporaneamente – ha concluso l’ex coordinatore regionale di Forza Italia – migliorare la qualità della vita dei sardi, soprattutto delle nuove generazioni».
«La legge c’è già – ricorda l’esponente azzurro –, anzi sono ben due: la numero 1 e la numero 15 del 2010, approvate durante la scorsa legislatura. Si tratta di norme che prevedono accordi tra gli enti pubblici titolari di servizi di ristorazione collettiva, l’indicazione nei capitolati per servizi di ristorazione collettiva di criteri ispirati all’introduzione di prodotti sardi e alla predisposizione di menù che tengano conto anche della stagionalità delle produzioni. Sono previsti inoltre eventi, scambi culturali, gemellaggi tra le diverse comunità isolane per promuovere un consumo consapevole di prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità e specifiche misure di sostegno alla diffusione dei prodotti sardi. I benefici sarebbero molteplici: un sostegno immediato al mondo delle campagne collegato ad un effetto positivo per la collettività, che inciderebbe positivamente anche sulla questione del prezzo del latte ovino; una maggiore diffusione dei prodotti agroalimentari sardi in generale, una maggiore tutela della qualità dei prodotti, una forte sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica sui benefici di consumare prodotti sani e sardi. Questa piccola ‘rivoluzione’ non può essere tenuta in un cassetto. Gli strumenti normativi ci sono e, se c’è anche una volontà politica sincera, si può dare una risposta concreta al mondo delle campagne e contemporaneamente – ha concluso l’ex coordinatore regionale di Forza Italia – migliorare la qualità della vita dei sardi, soprattutto delle nuove generazioni».
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