Il Pd apre ai sindaci: uniti contro il populismo
Lunedì 3 settembre la prima direzione regionale a guida Cani: si parlerà di alleanze e programmi
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Il Pd non si dà per vinto. Nonostante il flop elettorale delle politiche del 4 marzo i dem sono convinti che a febbraio le regionali possano terminare con un risultato diverso. Perlomeno, questo è l’impegno che si è assunto il nuovo segretario Emanuele Cani. Un traguardo che il successore di Cucca vuole raggiungere cercando di mettere insieme la coalizione più ampia possibile. Ed è anche con questo obiettivo che Cani ha convocato la prima direzione regionale della sua segreteria. L'appuntamento è fissato per lunedì 3 settembre nella sede provinciale del partito in via Canepa a Oristano. All'ordine del giorno fissato nella convocazione ci sono «la proposta della segreteria regionale, la situazione politica e il bilancio 2017». Durante il confronto sarà organizzato il lavoro del partito in vista della conferenza programmatica di ottobre, e si cominceranno ad analizzare i temi su possibili alleanze e relazioni in vista delle elezioni di febbraio. L'idea di Cani resta quella di costruire una coalizione che sia la più larga possibile, che vada oltre i confini del classico centrosinistra e si apra al mondo del civismo e dei sindaci, comprendendo tutto ciò che nell'ambito della società sarda possa essere funzionale per opporsi a una «deriva populista» dannosa per il Paese e la Sardegna.
Alla chiamata di Cani risponderanno sicuramente i partiti che oggi compongono la maggioranza che sostiene Pigliaru, da Campo progressista - il cui leader Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, è uno dei più gettonati candidati governatori - a Mdp, dall’Upc al Psi, al Centro democratico. Ma l’obiettivo è anche quello di coinvolgere il mondo dei sindaci - a partire dall’Italia i Comune di Federico Pizzarotti, che sta mettendo radici anche in Sardegna - e al mondo di quel sardismo che non si riconosce nell’abbraccio con la Lega di Salvini. Più incerta la posizione del Partito dei sardi, che lavora a un progetto di convergenza tra forze autonomiste con a capo Paolo Maninchedda. La coalizione progressista presumibilmente, e salvo colpi di scena, se la dovrà vedere con un solitario Movimento 5 stelle guidato da Mario Puddu e un centrodestra a trazione sardo-leghista.
Alla chiamata di Cani risponderanno sicuramente i partiti che oggi compongono la maggioranza che sostiene Pigliaru, da Campo progressista - il cui leader Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, è uno dei più gettonati candidati governatori - a Mdp, dall’Upc al Psi, al Centro democratico. Ma l’obiettivo è anche quello di coinvolgere il mondo dei sindaci - a partire dall’Italia i Comune di Federico Pizzarotti, che sta mettendo radici anche in Sardegna - e al mondo di quel sardismo che non si riconosce nell’abbraccio con la Lega di Salvini. Più incerta la posizione del Partito dei sardi, che lavora a un progetto di convergenza tra forze autonomiste con a capo Paolo Maninchedda. La coalizione progressista presumibilmente, e salvo colpi di scena, se la dovrà vedere con un solitario Movimento 5 stelle guidato da Mario Puddu e un centrodestra a trazione sardo-leghista.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
