La Nuova Sardegna

Il relatore Zedda: legge ineccepibile

C’è soddisfazione per la mancata impugnazione, da parte del governo, della legge sulla lingua sarda approvata a giugno. «Si tratta di una legge tecnicamente ineccepibile, frutto di un lavoro attento...

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C’è soddisfazione per la mancata impugnazione, da parte del governo, della legge sulla lingua sarda approvata a giugno. «Si tratta di una legge tecnicamente ineccepibile, frutto di un lavoro attento del Consiglio regionale durato più di due anni – commenta il consigliere Paolo Zedda, relatore del provvedimento –, oltre che fortemente innovativa: basti pensare all'introduzione del sardo nei concorsi pubblici, alla cartellonistica, al principio "dell'intero ciclo scolastico" introdotto per l'insegnamento del sardo, alla rivoluzione sugli sportelli linguistici, al settore dei media, delle televisioni e del web. Insomma, la Sardegna può vantarsi di aver approvato una delle pochissime (forse l'unica) legge sulla minoranze non impugnata dal Governo, destinata probabilmente a divenire un modello a livello nazionale».

Soddisfatto per il via libera da parte del governo anche

il presidente della seconda commissione del Consiglio regionale, Piero Comandini (Pd).

«Il via libera governativo conferma la correttezza del provvedimento. Ora bisogna garantire la piena attuazione della legge e la completa applicazione delle nuove norme per la tutela e la valorizzazione della lingua sarda che sono state oggetto di un lungo e approfondito confronto, sia in aula che in commissione, e hanno registrato un’ampia condivisione tra gli operatori della cultura e della scuola, oltreché tra le forze politiche presenti in Consiglio regionale, a partire da quelle della maggioranza».

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