La politica prende le distanze: video fuori luogo
Condanna unanime dal centrodestra. Licheri (M5s): «Informare la magistratura era un mio dovere»
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SASSARI. Per un giorno il centrodestra è rimasto in un letargo imperturbabile, con la testa sotto la sabbia, come se la notizia della cerimonia fascista, diventato in poche ore un caso nazionale, non fosse mai accaduta. Nessun comunicato, una incredibile afasia anche dai commentatori più iperattivi. Ieri, nel pomeriggio, per fortuna ecco i segnali di vita.
Nanni Campus, ex militante di An, ora di sfuggente collocazione geopolitica, né destra e né sinistra, ma politico a chilometro zero difensore del territorio, come si definisce lui, insomma calibrato per essere uno dei prossimi candidati alla poltrona di sindaco di Sassari: «L’appello al camerata morto ci può stare se davvero si tratta delle ultime volontà del padre. Ma pubblicare il video su Facebook lo trovo assolutamente fuori luogo, direi anzi irrispettoso per il defunto».
Il consigliere regionale Antonello Peru, da parte sua, ha guardato il video con distacco: «A me il saluto fascista mi fa sorridere. Quel filmato non mi suscita indignazione e neanche fastidio: solo indifferenza. Io sono pacifista, non mi evoca niente, perché il fascismo per fortuna si è estinto da solo. Qualcuno pensa che il saluto a un morto con la mano tesa possa influenzare le persone? Io non credo proprio. Se non si fosse alzato tutto il polverone, sarebbe finita lì, senza scalpore».
E proprio sul cortocircuito mediatico si sofferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Pietro Pittalis: «Credo che i militanti di Casa Pound abbiano escogitato una mossa molto astuta per far parlare di sé. E ci sono riusciti. Non mi entusiasma affatto regalargli altro risalto. Credo che l’episodio non possa destare alcuna preoccupazione, io lo relego nei confini del folclore di una manciata di nostalgici. Il senso della democrazia ormai è talmente radicato nel dna della gente, che gli anticorpi sono ben preparati ad arginare i fascismi. A me l’unica cosa che mi ha lasciato basito è stata la risonanza mediatica».
Anche il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde storce il naso di fronte al cerimoniale in stile ventennio: «Non ho apprezzato affatto questo tipo di commemorazione funebre. Avrei preferito compostezza e dieci minuti di raccoglimento. Allo stesso tempo non ci vedo alcun tipo di reato, e parlare di apologia mi sembra eccessivo. Non c’è violenza, non c’è incitamento all’odio. E la Cassazione ha definito chiaramente i confini tra i reato e la ritualità di una commemorazione. Perciò i girotondi, i sit in e tutti gli allarmi lanciati mi sono sembrati eccessivi».
Il consigliere regionale del Psd’Az Marcello Orrù punta il dito contro le strumentalizzazioni politiche: «Il rito del "presente" è stata una manifestazione intima, privata e tale sarebbe dovuta rimanere. Il rispetto delle ultime volontà di un uomo che non ha mai fatto mistero delle sue idee. Non mi sembra che ci sia alcun reato. Veramente infelici, invece, i vergognosi spot politici, fatti da alcuni consiglieri comunali, sulla salma di una persona perbene».
Il senatore Ettore Licheri (M5s) ieri si è presentato in Procura: «Ho conosciuto il professor Giampiero Todini quando ero studente, ho apprezzato l’uomo e il giurista. Alla famiglia va dunque il mio personale cordoglio. Tuttavia quando un parlamentare vede un gruppo di cittadini schierati militarmente su una pubblica via, sull’attenti che eseguono il saluto fascista, deve sentire il dovere di informare la magistratura».
Il consigliere comunale del gruppo misto di minoranza, ex An, Giancarlo Carta minimizza: «Non sono fascista e mai avrei usato una simile gestualità. Ma da qui a dire che Sassari è fascista perché 30 ragazzi rendono questo omaggio privato a un funerale, ce ne passa. Senza quelle immagini nessuno avrebbe saputo niente. In altri funerali si sono visti saluti romani, ma senza filmati e senza tutto questo clamore. È stato un assist per la sinistra per distogliere l’attenzione dai suoi problemi, e consemtirle di parlare d’altro». (lu.so.)
Nanni Campus, ex militante di An, ora di sfuggente collocazione geopolitica, né destra e né sinistra, ma politico a chilometro zero difensore del territorio, come si definisce lui, insomma calibrato per essere uno dei prossimi candidati alla poltrona di sindaco di Sassari: «L’appello al camerata morto ci può stare se davvero si tratta delle ultime volontà del padre. Ma pubblicare il video su Facebook lo trovo assolutamente fuori luogo, direi anzi irrispettoso per il defunto».
Il consigliere regionale Antonello Peru, da parte sua, ha guardato il video con distacco: «A me il saluto fascista mi fa sorridere. Quel filmato non mi suscita indignazione e neanche fastidio: solo indifferenza. Io sono pacifista, non mi evoca niente, perché il fascismo per fortuna si è estinto da solo. Qualcuno pensa che il saluto a un morto con la mano tesa possa influenzare le persone? Io non credo proprio. Se non si fosse alzato tutto il polverone, sarebbe finita lì, senza scalpore».
E proprio sul cortocircuito mediatico si sofferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Pietro Pittalis: «Credo che i militanti di Casa Pound abbiano escogitato una mossa molto astuta per far parlare di sé. E ci sono riusciti. Non mi entusiasma affatto regalargli altro risalto. Credo che l’episodio non possa destare alcuna preoccupazione, io lo relego nei confini del folclore di una manciata di nostalgici. Il senso della democrazia ormai è talmente radicato nel dna della gente, che gli anticorpi sono ben preparati ad arginare i fascismi. A me l’unica cosa che mi ha lasciato basito è stata la risonanza mediatica».
Anche il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde storce il naso di fronte al cerimoniale in stile ventennio: «Non ho apprezzato affatto questo tipo di commemorazione funebre. Avrei preferito compostezza e dieci minuti di raccoglimento. Allo stesso tempo non ci vedo alcun tipo di reato, e parlare di apologia mi sembra eccessivo. Non c’è violenza, non c’è incitamento all’odio. E la Cassazione ha definito chiaramente i confini tra i reato e la ritualità di una commemorazione. Perciò i girotondi, i sit in e tutti gli allarmi lanciati mi sono sembrati eccessivi».
Il consigliere regionale del Psd’Az Marcello Orrù punta il dito contro le strumentalizzazioni politiche: «Il rito del "presente" è stata una manifestazione intima, privata e tale sarebbe dovuta rimanere. Il rispetto delle ultime volontà di un uomo che non ha mai fatto mistero delle sue idee. Non mi sembra che ci sia alcun reato. Veramente infelici, invece, i vergognosi spot politici, fatti da alcuni consiglieri comunali, sulla salma di una persona perbene».
Il senatore Ettore Licheri (M5s) ieri si è presentato in Procura: «Ho conosciuto il professor Giampiero Todini quando ero studente, ho apprezzato l’uomo e il giurista. Alla famiglia va dunque il mio personale cordoglio. Tuttavia quando un parlamentare vede un gruppo di cittadini schierati militarmente su una pubblica via, sull’attenti che eseguono il saluto fascista, deve sentire il dovere di informare la magistratura».
Il consigliere comunale del gruppo misto di minoranza, ex An, Giancarlo Carta minimizza: «Non sono fascista e mai avrei usato una simile gestualità. Ma da qui a dire che Sassari è fascista perché 30 ragazzi rendono questo omaggio privato a un funerale, ce ne passa. Senza quelle immagini nessuno avrebbe saputo niente. In altri funerali si sono visti saluti romani, ma senza filmati e senza tutto questo clamore. È stato un assist per la sinistra per distogliere l’attenzione dai suoi problemi, e consemtirle di parlare d’altro». (lu.so.)
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