Per Luisi Caria esame di garanzia e ricorso
Il giovane foreign fighter sarà sentito oggi dal gip di Nuoro mentre il suo legale si rivolgerà al Riesame
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CAGLIARI. Luisi Caria non si rassegna: senza passaporto è costretto a una sorta di confino, lontano dalle aree di guerra dove ha combattuto in difesa del popolo curdo e dove intende ritornare. Quindi la decisione è presa: convalidato dal gip Lucia Perra il sequestro del documento per l’espatrio, il suo difensore Gianfranco Sollai ricorrerà al tribunale del riesame per chiedere la revoca della misura cautelare. Nel frattempo, domani mattina, il giovane nuorese si presenterà davanti al gip di Nuoro Mauro Pusceddu per l’interrogatorio di garanzia. Dovrà cercare di smontare l’accusa di aver fatto parte di un’associazione che il Consiglio europeo considera terroristica e che per il difensore è stata invece già sdoganata dal tribunale di Bruxelles. Attraverso il suo profilo facebook Caria ha anticipato la propria linea difensiva: «Per quanto mi riguarda - scrive il giovane nuorese - se questa farsa dovesse andare avanti fino ad un processo e venissi interrogato, non potrei rispondere nient'altro che rivendico il mio sostegno alla Ypg e che sono orgoglioso di essere stato al loro fianco». Esattamente quanto Luisi ha detto con chiarezza in diverse conversazioni intercettate dalla Digos di Nuoro, che gli sono costate il sequestro del passaporto. D’altronde l’intervento della Ddat - la Direzione distrettuale antiterrorismo - è legato esclusivamente alla valutazione dell’attività svolta dalla Ypg dei vari teatri di guerra: trattandosi di un’organizzazione vicinissima al Pkk, come lo stesso Caria spiega in una delle conversazioni riportate nel provvedimento del gip Lucia Perra, gli organismi internazionali la considerano coinvolta in attività terroristiche. Caria ha un ruolo nell’Ypg, quindi - per la Ddat - è coinvolto anche lui, malgrado abbia partecipato soltanto ad azioni di guerra contro l’Isis con scopi tutt’altro che terroristici, ma al contrario rivolti alla difesa di un popolo sotto attacco. Un dato di cui è consapevole anche il sostituto procuratore della Ddat Danilo Tronci, titolare dell’inchiesta, che ha chiesto e ottenuto per Caria la misura minima prevista dal codice. Se fosse provato il coinvolgimento in azioni illegali sarebbe scattato l’arresto. Nei prossimi giorni comunque la posizione di Luisi Caria sarà al centro di una nuova valutazione da parte di un collegio del tribunale: l’avvocato Sollai, per il quale Caria non ha nulla a che fare con il Pkk, si prepara fra l’altro a produrre sentenze e documenti dei giudici di Bruxelles che ribalterebbero la situazione, circoscrivendo l’attività dell’Ypg ad azioni di guerra difensiva, quella contro Daesh. Chi si difende - hanno ragionato i magistrati belgi - non può essere considerato terrorista. I giudici sardi dovranno valutare il peso di questi pronunciamenti sulla posizione di Luisi, che continua a ricevere sui social network grande sostegno da parte di compagni di lotta e simpatizzanti. (m.l)
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