La Nuova Sardegna

LA DELEDDA RIBELLE SARDA NEL MONDO

di VANESSA ROGGERI

Una donna non poteva scegliere per sé una vita fatta di libri e scrittura, era del tutto inconcepibile, specie nella Sardegna di inizio ‘900; occorreva una fortissima motivazione e coraggio da...

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Una donna non poteva scegliere per sé una vita fatta di libri e scrittura, era del tutto inconcepibile, specie nella Sardegna di inizio ‘900; occorreva una fortissima motivazione e coraggio da vendere per andare contro tutto e tutti, là dove una condanna pubblica e famigliare equivaleva a una morte simbolica.

Volere è potere, recita il detto, e se c’è talento nulla può fermare un cuore ardimentoso. Grazia Deledda non si è fermata, ha scritto da sé il proprio destino, e la forza delle sue scelte è giunta a noi con un effetto propulsivo quasi inalterato.

Se Grazia Deledda non si è arresa (e avrebbe avuto mille ragioni per farlo), a maggior ragione non lo farò nemmeno io, mi sono detta un’infinità di volte, quando vivere di scrittura era ancora un sogno e le difficoltà quotidiane ostacolavano la mia realizzazione.

La sua tenacia è stata per me motivo di ispirazione, un esempio di vita.

Mi trovo però costretta a fare alcune riflessioni. Dopo aver visto campeggiare su tutti i giornali l’immagine del Boing 737 pronto a portare nell’empireo dei grandi il volto altero e regale di Grazia Deledda, mi sono resa conto che esiste una triplice percezione della sua figura: quella avvertita in Sardegna, in Italia e nel resto del mondo. Una cosa è chiara: le tre non combaciano.

Se dopo Cristoforo Colombo e Marco Polo, la compagnia norvegese ha deciso di renderle omaggio, significa che all’esterno di una culla intellettuale tutta italiana le viene attribuita un’importanza pari a quella di uomini che hanno fatto la storia dell’umanità.

In Italia possiamo dire di averle reso lo stesso tributo? Direi proprio di no, dato che la scrittrice a mala pena fa la sua comparsa nei manuali di letteratura. Io stessa ho sentito dibattere accademici sulla giustezza dell’assegnazione del Nobel a discapito di Pirandello.

Abbiamo bisogno di uno spot pubblicitario straniero per dirci finalmente orgogliosi di una delle più grandi scrittrici italiane? E sottolineo “italiana” perché ancora si tende a ridurre in termini regionali il valore della sua scrittura.

E in Sardegna? I sardi hanno vissuto sentimenti contraddittori nei suoi confronti, non è un mistero, non c’è mai stato un consenso unanime, tuttavia da un po’ di anni il suo nome è rifiorito, così come la riscoperta delle sue opere, in un continuo e sentito impegno per la valorizzazione di quella che è stata una grande donna.

Dici Grazia Deledda e pensi subito alle canne sferzate dal vento del destino; Grazia però non si è piegata e con grande coraggio, ha saputo tenere testa alle tempeste della vita.



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