La Nuova Sardegna

Fondi ai gruppi, Vargiu produce nuovi atti

Interrogato davanti al gup l’ex capogruppo dei Riformatori, indagato insieme ad altri tre ex consiglieri

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CAGLIARI. Un lungo interrogatorio, quasi due ore e mezzo ininterrotte, per spiegare al giudice Roberto Cau e al pm Marco Cocco che quel milione di euro speso nella tredicesima legislatura regionale non è altro che il costo di un’attività politica intensa, condotta nel ruolo di capo del gruppo dei Riformatori. Spese istituzionali, uscite per studi e altre incombenze rivolte al lavoro legislativo, alle proposte di legge, a quanto un gruppo politico è chiamato a fare all’interno della massima assemblea sarda. Alla conclusione dell’esame, in cui ha risposto a tutte le domande del giudice e dell’accusa, l’ex consigliere regionale ed ex parlamentare Pierpaolo Vargiu ha consegnato ai magistrati un faldone di documenti e atti destinati a tracciare il lavoro fatto in cinque anni nell’aula di via Roma, spesi - secondo Vargiu - soltanto per l’attività politica e mai per ragioni private. I documenti, secondo la lettura della difesa, c’è la prova di un lavoro condotto sempre nell’interesse pubblico e mai deviato su quello personale.

Concluso l’esame, il pm Cocco ha chiesto al gup Cau il tempo di esaminare la documentazione e di incrociarne il contenuto con i dati raccolti dalla polizia giudiziaria nel corso dell’indagine per peculato sull’uso illegale dei fondi pubblici destinati ai gruppi politici, un lavoro ormai divenuto consueto quando gli indagati portano all’udienza preliminare o al giudizio di primo grado elementi nuovi di valutazione. Se il materiale prodotto all’ultimo momento da Vargiu e dal difensore Marco Lisu dovesse convincere il magistrato della Procura sulla correttezza delle spese, la posizione dell’ex presidente dell’Ordine dei medici potrebbe cambiare e l’accusa di peculato verrebbe rivista. E’ accaduto di rado, a inchiesta chiusa, ma è accaduto. In questo caso Vargiu non si è limitato a integrare gli atti del procedimento ma ha accettato di rispondere alle domande, scelta condivisa da pochissimi imputati nella sequenza di procedimenti sull’uso dei fondi ai gruppi regionali. Per adesso resta la richiesta di rinvio a giudizio avanzata da Cocco per lui e per gli altri tre componenti del gruppo dei Riformatori: Attilio Dedoni, accusato di aver speso illegalmente e senza rendiconto 83 mila euro, Franco Sergio Pisano (50 mila) e Gavino Cassano (5 mila), tutti finiti nel gorgo del procedimento per gli stessi motivi che hanno condotto finora la Procura a indagare oltre cento onorevoli ed ex onorevoli regionali, con conseguente serie di condanne in primo, secondo grado e Cassazione.

L’udienza preliminare andrà avanti il 4 dicembre, quando il giudice Cau dovrebbe dare il via alla discussione. Parlerà il pubblico ministero, che si esprimerà anche sul nuovo materiale consegnato da Vargiu, quindi gli avvocati difensori Luigi Concas, Leonardo Filippi, Andrea Chelo, Francesco Atzeri, Marco Lisu e Daniela Cicu. Nella stessa mattinata, in assenza di richieste per riti alternativi, potrebbe arrivare la decisione sul rinvio a giudizio degli indagati davanti ad una delle due sezioni collegiali del tribunale. (m.l)

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