La Nuova Sardegna

SASSARI ORA RISCOPRA L’ORGOGLIO

di ANTONIO DI ROSA

Sulla Nuova nei giorni scorsi ha parlato di riqualificazione economica e culturale, di rilancio, di una città più illuminata perché la luce segnala vita e pulizia. E Antonietta Mazzette, docente di...

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Sulla Nuova nei giorni scorsi ha parlato di riqualificazione economica e culturale, di rilancio, di una città più illuminata perché la luce segnala vita e pulizia. E Antonietta Mazzette, docente di sociologia urbana, nostra editorialista, non si perde in chiacchiere ma lancia proposte: centro intermodale per rilanciare la stazione ferroviaria in un’area al centro di traffici illeciti, trasformare in foresteria l’ex albergo Turritania, mettere le mani a una storia infinita di abbandoni.

Non è, caro sindaco Nicola Sanna, una questione di unità della cittadinanza ma di interventi da fare e da fare in fretta. Che ci siano le elezioni nel 2019 non ci interessa. A noi preme che chi ha il potere decida subito come muoversi. Sono stufo di continuare a leggere sulla Nuova di dibattiti sulla rete metropolitana. Ascolti la voce di chi sostiene che si può agire risparmiando 15 milioni e rimettere al centro la stazione. Comunque decida senza preoccuparsi di critiche interessate.

Il sindaco deve ascoltare le voci dal basso, quell’artigiano che non vuole lasciare il centro storico ma pretende che si intervenga subito. Ascolti le voci dei negozianti (io ne ho raccolte diverse) che assistono choccati allo spaccio di droga in pieno giorno nelle piazze del centro con nigeriani e indigeni all’opera. Le voci della gente che dà un’anima alla cittá non quelle che arrivano dalle lobby.

Chi pensa di risolvere solo con la repressione si sbaglia. Lo dice il Prefetto, lo dice la Mazzette, lo dicono tutte le persone dotate di buonsenso. Questi delinquenti vanno arrestati, non c’è dubbio. Ma non basta per ridare a Sassari tutto ciò che ha perso negli ultimi vent’anni.

Caro Sanna, non assuma un atteggiamento vittimistico per dire che si è fatto, che non è colpa sua, che il destino è cinico e baro.

Lo sappiamo che la responsabilità va condivisa con coloro i quali l’hanno preceduta.

L’inchiesta della Nuova Sardegna su Sassari non cerca colpevoli ma vuole (e lo sta facendo) far emergere tutte le distorsioni per sollecitarvi (tutti) ad agire. Vuole che il sogno di quell’artigiano si trasformi nel sogno di tutti? Vuole che i ragazzi occupino gli spazi della città senza rischi? Vuole che commercianti e imprenditori l’aiutino a intervenire? Bene, convochi una seduta del consiglio comunale dedicata alla sicurezza del centro storico e ai disagi (non sottovaluti il virus del gioco d’azzardo) allargata a tutti quelli che hanno proposte da lanciare. Voglio vedere chi avrà il coraggio di speculare sui bisogni della città al di là dell’appartenenza politica.

Io sono convinto, e lo dico con assoluta certezza, che Sassari vuole e deve riscoprire l’orgoglio di una città che non naviga a vista. Ma pretende un futuro migliore per se stessa e per i suoi figli. Proviamoci.



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