Via il Patto di stabilità: ai Comuni 785 milioni di euro
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L'assessore regionale Cristiano ErriuPili: «Sbloccati dalla Ragioneria dello Stato». Erriu: «Rispettata una sentenza della Consulta»
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SASSARI. La notizia farà piacere ai sardi: nelle casse delle amministrazioni comunali dell’isola potranno finalmente arrivare 785 milioni di euro degli avanzi di amministrazione congelati dal Patto di stabilità. Le interpretazioni offerte dai politici, però, sono molto diverse. Mauro Pili, ex deputato e leader di Unidos, forza la mano e ringrazia il Governo: «Per la prima volta, dopo quasi 20 anni di blocco, i Comuni sardi potranno investire i loro avanzi di amministrazione. La ragioneria generale dello Stato con un blitz inatteso e insperato ha ribaltato le indicazioni degli ultimi due decenni. Una circolare ancora in viaggio da Roma verso tutti i comuni dell’isola libera risorse imponenti assegnando agli enti locali con avanzo di amministrazione un tesoretto di ben 785 milioni. I dati elaborati sulla base dei sistemi contabili del ministero dell’economia parlano di una cifra di quasi 800 milioni in difetto. La sfida, però, si gioca in pochi mesi. Una scommessa seria e rilevante che riguarda amministratori e sindaci, Comuni e la stessa Regione.Si tratta senza ombra di dubbio, viste le promesse farsa della regione, del più imponente e concreto piano d’investimenti di quest’ultimo quinquennio. Stiamo parlando – conclude Pili – di un malloppo messo in campo , nel silenzio di tutti, direttamente dal Ragioniere generale dello Stato».
Diversa la lettura di Cristiano Erriu, assessore alle Finanze della Regione, che risale all’origine dello sblocco: «Una boccata di ossigeno fresco per le asfittiche casse di Province e Comuni – spiega Erriu – che però non proviene dal governo Conte ma dalla Ragioneria generale dello Stato e da quella stessa burocrazia del Mef tanto deprecata da Casalino e Di Maio, che probabilmente non si sono neppure accorti di questa novità imposta dalla Corte costituzionale. Finalmente la Ragioneria generale dello Stato ha dato attuazione a due sentenze della Corte costituzionale che sostengono che il blocco degli avanzi di amministrazione attuato dagli enti locali e dalle Regioni è illegittimo. Occorre specificare che la prima di queste due sentenze (la numero 247/2017) ha formulato un’interpretazione di una legge (la numero 243 del 2012) in materia di equilibri di bilancio degli enti territoriali e delle Regioni. Da notare che il principio del pareggio di bilancio fu introdotto da Monti su proposta del precedente governo Berlusconi, il quale infatti approvò il disegno di legge costituzionale il 10 novembre 2011, con cui si introdusse il principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale. Il 12 novembre dello stesso anno Berlusconi fu costretto alle dimissioni e Monti portó all’approvazione il testo proposto da Berlusconi e Tremonti. Ricordo bene la materia perché – conclude Erriu – da presidente dell’Anci Sardegna, sollevai la questione e chiesi alla giunta Cappellacci di impugnare il testo della legge che però lo stesso Cappellacci si guardò bene dall’impugnare».
Diversa la lettura di Cristiano Erriu, assessore alle Finanze della Regione, che risale all’origine dello sblocco: «Una boccata di ossigeno fresco per le asfittiche casse di Province e Comuni – spiega Erriu – che però non proviene dal governo Conte ma dalla Ragioneria generale dello Stato e da quella stessa burocrazia del Mef tanto deprecata da Casalino e Di Maio, che probabilmente non si sono neppure accorti di questa novità imposta dalla Corte costituzionale. Finalmente la Ragioneria generale dello Stato ha dato attuazione a due sentenze della Corte costituzionale che sostengono che il blocco degli avanzi di amministrazione attuato dagli enti locali e dalle Regioni è illegittimo. Occorre specificare che la prima di queste due sentenze (la numero 247/2017) ha formulato un’interpretazione di una legge (la numero 243 del 2012) in materia di equilibri di bilancio degli enti territoriali e delle Regioni. Da notare che il principio del pareggio di bilancio fu introdotto da Monti su proposta del precedente governo Berlusconi, il quale infatti approvò il disegno di legge costituzionale il 10 novembre 2011, con cui si introdusse il principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale. Il 12 novembre dello stesso anno Berlusconi fu costretto alle dimissioni e Monti portó all’approvazione il testo proposto da Berlusconi e Tremonti. Ricordo bene la materia perché – conclude Erriu – da presidente dell’Anci Sardegna, sollevai la questione e chiesi alla giunta Cappellacci di impugnare il testo della legge che però lo stesso Cappellacci si guardò bene dall’impugnare».
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