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Finanziaria per la Sardegna c’è il via libera della giunta

Finanziaria per la Sardegna c’è il via libera della giunta

Varrà oltre 7,5 miliardi, ma 3,2 sono destinati a coprire il costo della sanità A fronteggiare precarietà e disoccupazione destinati 276 milioni di euro

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CAGLIARI. Nel 2015 sulla copertina della prima Finanziaria del centrosinistra campeggiava questo titolo: «Un patto sociale per il rilancio della Sardegna». Oggi il governatore Francesco Pigliaru e l’assessore al bilancio Raffaele Paci presenteranno invece l’ultima Finanziaria di questa legislatura, quella cominciata nel 2014 proprio con la vittoria del centrosinistra nei seggi. E sulla nuova e ultima c’è già più di un’indiscrezione su quello che dovrebbe essere il titolo-guida: «Solidarietà, stabilità e innovazione». Poi comincerà la corsa di tutti, partiti, movimenti e coalizioni, verso le prossime Regionali.

Primo via libera. È arrivato dalla Giunta, che ha approvato la bozza presentata dall’assessore Paci e destinata dalla prossima settimana a passare altri due esami. Il primo sarà quello della commissione bilancio del Consiglio, presieduta da Franco Sabatini del Pd, poi quello dell’Aula. Il voto finale dovrà essere entro dicembre, ma è più probabile a fine novembre, per evitare il rischio del cosiddetto esercizio provvisorio. E quel voto sarà anche l’ultima prova del fuoco per una maggioranza che, in questi cinque anni, ha finito per sfilacciarsi e tra l’altro non sa ancora se con la stessa formazione si ripresenterà o meno agli elettori.

La manovra. Sarà intorno ai 7,5 miliardi, con la sanità che continuerà a prendersi la fetta più grossa delle entrate, 3,2 miliardi. Anche se la Giunta ha fatto sapere che prima di andar via annullerà il peso del disavanzo: è oltre i 600 milioni escluso l’anno in corso. In parte ha cominciato a farlo con l’assestamento dei conti del 2018, trasferendo in questo capitolo 182 milioni di nuove entrate, e proseguirà a farlo con questa Manovra, attraverso un altro extra di 400 milioni. Ma sarà anche la Finanziaria della solidarietà, perché è ancora necessario far fronte a una crisi che non è più quella devastante del passato, ma si fa sempre sentire. Saranno oltre 276 i milioni indirizzati dalla Giunta per ammortizzare gli effetti della disoccupazione e salvare più sardi possibile dal rischio povertà. Sotto questa voce finirà per esempio il rifinanziamento del Progetto Lavoras, con un’altra possibilità per i Comuni di aprire cantieri e assumere disoccupati seppure a tempo determinato. Poi ci saranno nuovi soldi, oltre 45 milioni, per il Reddito d’inclusione sociale o Reis. Serviranno a sottolineare ancora una volta che la Sardegna, a suo tempo, è stata la prima regione a pensarci. Tra l’altro molto prima che lo stesso reddito (di cittadinanza) diventasse uno dei punti più significativi dell’accordo di governo fra la Lega e i Cinque stelle. Fatta la somma delle spese destinate alla solidarietà, la Sardegna, con i suoi 276 milioni, continuerà a essere la Regione che stanzierà la cifra più alta per far fronte al pacchetto delle politiche sociali.

Meno tasse. Nella bozza dell’assessore Paci non ci dovrebbe essere invece traccia dell’ipotesi che possa essere ridotta, in alcuni casi o per tutti, l’addizionale regionale Irpef. Si sa che la maggioranza di centrosinistra ha in mente di farlo, ma sarà il Consiglio regionale a decidere se far scendere o meno l’asticella sotto l’attuale e unico 1,23 per cento. Da giorni circolano proiezioni su questo possibile tagliatasse e su quanto potrebbe pesare sulle entrate. Secondo un’ultima stima, servirebbe una copertura di almeno 30 milioni. È la stessa cifra che il Consiglio avrà a disposizione come «quota manovrabile», o meglio non ancora assegnata, ed è per questo che a decidere dovrà essere l’Aula. Allo studio ci sono diverse soluzioni, ma quella più probabile sembra essere questa: aumentare le detrazioni fiscali a favore delle famiglie sotto un certo tetto di reddito, ancora da stabilire, e secondo il numero di figli che hanno a carico.

In aiuto ai Comuni. Per combattere la crisi finanziaria dei Comuni, la Regione ci metterà ancora una volta la solita pezza. Il Fondo unico, sono i trasferimenti agli enti locali, sarà confermato intorno ai 600 milioni. Milioni diventati necessari, valgono la sopravvivenza, da quando i vari Governi hanno stretto i cordoni della borsa ed è stato molto tempo fa. In questa Manovra ci saranno anche 50 milioni per i Comuni in difficoltà a causa di vecchi espropri e fra questi c’è sicuramente Nuoro. Cinque milioni andranno invece alle Province ormai ridotte sul lastrico sempre dallo Stato.

Accantonamenti. Con questa Finanziaria non dovrebbe essere lanciata nessuna sfida diretta al Governo sulle trattenute che Roma fa alla Sardegna per ridurre il debito pubblico nazionale, oltre 640 milioni l’anno. Ma nei giorni scorsi la Giunta ha fatto sapere che opponendosi agli ultimi prelievi, decisi dal centrosinistra quand’era a Palazzo Chigi, nelle casse della Regione è rimasto mezzo miliardo che altrimenti sarebbe finito nel buco nero dei conti romani. (ua)

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