La Nuova Sardegna

Sanità, il Pds: «L’Ats ha troppo potere»

Nuovo scontro in commissione con la Giunta. L’Udc risolleva il caso Mater Olbia

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. L’aria nella commissione sanità del Consiglio regionale continua a essere pesante. Anche il secondo confronto fra i commissari e l’assessore Luigi Arru è stato movimentato. Fino a tal punto che il Partito dei sardi, sempre più critico dai banchi della maggioranza nei confronti della Giunta, ha presentato un documento in cui, nella sostanza, è sottolineato «l’attuale strapotere del direttore generale dell’Asl unica, Fulvio Moirano, che non risponde né al potere politico, il Consiglio regionale, e neanche a quello esecutivo, la Giunta», e «si ostina anche non voler applicare la riforma della rete ospedaliera, nonostante sia stata approvata l’anno scorso dal Consiglio regionale». Ma alla fine quel documento non è stato votato dalla commissione presieduta da Raimondo Perra del Psi. Scelta che subito dopo è stata stigmatizzata – testuale – dal Partito dei sardi con un comunicato di Augusto Cherchi in cui c’è scritto tra l’altro: «Almeno se lo avessimo approvato, quel documento sarebbe servito a mettere un freno agli atti arbitrari adottati dalla direttore generale dell’Ats». Il contenzioso ruota e va avanti da tempo sul mancato via libera da parte della Giunta del Piano sanitario triennale dell’Ats, in cui sono previsti gli investimenti ma anche l’organizzazione delle strutture e del personale. Piano che dall’Asl unica è stato pubblicato sul suo sito ufficiale, e quindi sembra essere operativo, ma che non ha ottenuto il via libera non solo della Giunta ma neanche della commissione sanità del Consiglio regionale. «Sono due passaggi obbligatori per legge – scrive il gruppo del Pds – e che se non ci sono rischiano di rendere arbitrarie se non addirittura illegittime le delibere dell’Ats». Però il confronto in commissione con l’assessore Arru, era presente il direttore generale dell’assessorato Giuseppe Sechi, s’è acceso anche su altro. Giorgio Oppi dell’Udc è ritornato ad esempio alla carica sul caso del Mater Olbia e in particolare sul fatto se la struttura, ancora chiusa, abbia ottenuto o meno la convenzione con il sistema sanitario regionale. Oppi ha ricordato di aver chiesto, diverse settimane fa, un accesso agli atti per capire «se, come affermato a suo tempo dal portavoce del Mater Olbia, quell’accreditamento sia stato concesso in anticipo nonostante le procedure prevedano una valutazione molto attenta sul curriculum del personale in servizio (pare invece che non sia stato ancora assunto) e sulla presenza dei macchinari (non sarebbero ancora arrivati) nella clinica privata». C’è stato un confronto, sempre nell’aula della commissione, anche sul caso Aias. Caso che pare essere finito in un limbo dopo le accese polemiche di pochi mesi fa sul contratto revocato dall’Ats per il mancato pagamento degli stipendi da parte della società della famiglia Ragazzo. La commissione dovrebbe essere riconvocata la settimana prossima, ma ormai sulla sanità sembra esserci scatenato l’ennesimo tutti contro tutti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative