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Indipendentisti 

Vertice Pds-Progres C’è l’accordo sulle primarie nazionali

CAGLIARI. Sulle primarie nazionale, oltre gli steccati tradizionali, per scegliere il candidato governatore il Partito dei sardi e Progres sono d’accordo. In questi giorni, c’è stato un incontro fra...

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CAGLIARI. Sulle primarie nazionale, oltre gli steccati tradizionali, per scegliere il candidato governatore il Partito dei sardi e Progres sono d’accordo. In questi giorni, c’è stato un incontro fra i due movimenti indipendentisti e sarebbe stata trovata una linea condivisa. Anche se bisognerà vedere quale sarà l’evoluzione delle trattative dello stesso Pds col centrosinistra. È in questa fase di “contatti preliminari” che va letta la lettera aperta indirizzata dal presidente del Partito dei sardi, Franciscu Sedda, a progressisti, socialdemocratici, liberali e cattolici che «finora son stati parte del sistema politico italiano», mentre «è arrivato il momento che la questione del popolo vada posta su un terreno più radicale di rivendicazione nazionale». Il passaggio di Sedda verso le primarie proposte dal suo partito è immediato: «Noi crediamo che le primarie nazionali siano oggi il terreno su cui chiamare a raccolta i sardi, definire i contorni e i progetti necessari a dar vita a questa nuova fase della storia della Sardegna. Dobbiamo scegliere insieme chi debba guidare i sardi nell’affermazione dei loro diritti e interessi nazionali. Insieme dobbiamo dare al candidato il mandato e la forza che solo una mobilitazione nazional-popolare può dargli». Concetto poi rilanciato in un altro passaggio della lettera: «Da anni il popolo sardo è invocato in ogni campagna elettorale, ormai persino dall’estrema destra italiana. La stessa stagione autonomistica si aprì con una grande Assemblea del Popolo sardo: gli esiti e limiti di quell’esperienza, fatta di molto orgoglio sbandierato ma soprattutto di troppa insubordinazione praticata, sono evidenti. E sono proprio quello che oggi i sardi ci chiedono di superare per riconquistare un’esperienza libera, prospera, giusta e degna». Per concludere: «La speranza – scrive Sedda – dev’essere quella di trovarci insieme a costruire una grande coalizione nazionale pluralista e unita, dove la sinistra sarda e l’area moderata sarda possano riconoscersi».

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