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Gli ex consiglieri: «Lo Statuto va aggiornato»

Gli ex consiglieri: «Lo Statuto va aggiornato»

In Sardegna poche le norme di attuazione: solo 29 dal 1949. Ganau: ora serve un cambio di passo

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CAGLIARI. Lo Statuto speciale della Sardegna ha 70 anni e si vedono tutti. Non perché sia vecchio in sé, ma purtroppo è rimasto un’incompiuta. Di fatto, sono mancate le norme di attuazione, ed è questo il “grande peccato” emerso nel convegno organizzato dall’Associazione degli ex consiglieri regionali, presieduta da Eliseo Secci.

Subito qualche numero: «In questi anni, c’è stato un regionalismo speciale a più velocità: per la Sardegna le norme di attuazione sono state solo 29 dal 1949 in poi, 30 quelle della Valle d’Aosta dal 1994, 48 in Friuli dal 1963 per arrivare al record del Trentino Alto Adige, 191», ha detto Michele Siais, funzionario della commissione autonomia del Consiglio regionale. In altre parole, le altre Regioni speciali hanno «reso operativo il patto con la Repubblica, modificandolo o aggiornandolo. La Sardegna no», è stato ribadito nel dibattito. Con un altro dato allarmante, in questa legislatura regionale, sono state solo due le norme di attuazione che il Governo ha trasformato in decreti legge dopo l’istruttoria della commissione paritetica Stato-Regione: uno sulle entrate erariali, l’altro sulla lingua. «È evidente – ha detto il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau – che la Sardegna abbia utilizzato poco le possibilità che avrebbe potuto avere. Oggi va dunque valutata la possibilità di ottenere quelle risposte che cerchiamo da tempo sul nostro diritto alla mobilità e l’essere collegati alle reti energetiche nazionali. Ma anche su temi importanti come la scuola, l’educazione, i beni culturali, le reti di telecomunicazione e reti digitali che, ovviamente, non potevano essere presenti al momento del primo Statuto».

Il concetto di una modernità necessaria è stato ripreso da Gianmario Demuro, docente universitario ed ex assessore agli affari generali, nella giunta Pigliaru: «È attraverso le norme di attuazione che lo Statuto va rivendicato e difeso. È fondamentale che la Commissione paritetica funzioni meglio, perché è l’unico luogo in cui è possibile contrattare con lo Stato. Serve un cambio di passo e credere davvero di voler realizzare e rendere compiuta l’Autonomia», ha concluso Demuro.

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