Aras, pressing per il passaggio a Laore
Agronomi e veterinari senza stipendio da 6 mesi: sit in sotto il Consiglio regionale
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Si arroventa sempre più il clima della vertenza Aras, l’associazione dei veterinari e agronomi che da oltre 30 anni si occupano, di fatto per conto della Regione, di assistenza tecnica alla zootecnia isolana ma che ormai da sei mesi non ricevono lo stipendio e i rimborsi chilometrici. I lavoratori che aderiscono a Confederdia e al Gruppo Sit-In si sono nuovamente riuniti ieri mattina, con le loro t-shirt rosse e la eloquente scritta “StabilizzAzione”, sotto il palazzo del Consiglio regionale per chiedere il pagamento delle spettanze, bloccate nello scaricabarile di responsabilità dopo l’inizio della crisi dell’associazione messa in liquidazione da Aia. I dipendenti puntano sull’applicazione della legge 3/2009 che prevede l’assorbimento in Laore, la stessa agenzia regionale con la quale di fatto si rapportano. «Risulta ormai chiaro – dice il segretario di Confederdia, Osvaldo Ibba – che da Roma ci sia il benestare per l'applicazione della legge 3, quindi chiediamo che si proceda immediatamente all'inserimento dei dipendenti in Laore». I lavoratori sono calati a 260 «perché una ventina di dipendenti a tempo indeterminato sono andati in pensione o hanno dato le proprie dimissioni, per questo chiediamo che siano assunti i colleghi a tempo determinato, riducendo ulteriormente il personale impegnato sul campo». Non c’è solo il problema occupazionale, ma anche la messa in sicurezza dei contributi europei alle aziende per il benessere animale, assoggettati a certificazioni specifiche curate proprio dai tecnici Aras. Ibba avvisa: «Se la politica non dovesse intervenire tempestivamente – dice Ibba – la misura 14 del benessere animale sarà fortemente a rischio con tutte le conseguenze che potranno esserci per l'intero settore zootecnico sardo». (a.palmas.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
