La Nuova Sardegna

Global warming in anticipo di sessant'anni

Alfredo De Girolamo
Global warming in anticipo di sessant'anni

Il rapporto Ipcc-Onu segnala che il riscaldamento indotto dall'uomo rischia di superare già entro il 2040

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Occorre un'azione drastica, su scala globale, per salvare il pianeta dagli effetti del cambiamento climatico. Il Mondo infatti è sulla buona strada per toccare, se non addirittura superare, la soglia di aumento di un grado centigrado e mezzo di riscaldamento, a meno che i paesi non si adoperino rapidamente a mettere in atto azioni decisive per ridurre le emissioni di carbonio e contrastare il global warming, il surriscaldamento terrestre. Il rapporto del gruppo intergovernativo dell'Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc, acronimo di Intergovernmental Panel on Climate Change) reso noto nel corso della quarantottesima Session Ipcc di Incheon, in Corea del Sud, parla chiaro: il tempo stringe, e bisogna dare uno scossone a tutti gli impegni presi a suo tempo, a partire da Cop21, la Conferenza internazionale sul clima tenutasi a Parigi sul finire del 2015.Il rapporto Ipcc constata come il riscaldamento indotto dall'uomo rischia di superare la soglia del grado e mezzo entro il 2040 se le emissioni dovessero continuare al ritmo attuale, con buona pace del limite dei 2 gradi entro il 2100 sbandierato a Parigi, che ormai sembra sempre più vicino, e dei vari studi sul tema, tutti concordi. Questo ormai tristemente famoso aumento della temperatura di un grado e mezzo non dovrebbe verificarsi prima della fine del secolo.

Sessanta anni di anticipo su questa tabella di marcia sono un grave allarme, tuttavia, i paesi potrebbero mantenere il riscaldamento al di sotto di tale livello se apportassero cambiamenti rapidi alle loro abitudini. Il rapporto presentato in Corea del Sud mostra però con chiarezza quanto i paesi debbano muoversi rapidamente verso la decarbonizzazione per limitare il global warming ai famosi 2 gradi centigradi entro il 2100 previsti dall'accordo siglato ormai tre anni fa in Francia. La sfida è gigantesca e ricca di ambiziosi obiettivi, quali la transizione verso l'energia rinnovabile, l'alimentazione del settore dei trasporti a zero emissioni di carbonio con elettricità, il miglioramento della gestione agricola e l'arresto della deforestazione. Vere e proprie conditio sine qua non per raggiungere gli obiettivi in agenda e mantenere gli impegni presi. Ma questo mezzo grado di differenza, tra 1,5 e 2 gradi di riscaldamento, potrebbe avere un effetto così funesto? Assolutamente sì, sia nei sistemi naturali che in quelli umani, e per questo è fondamentale che oltre all'impegno dei paesi del Mondo ci sia anche il nostro, quello dei semplici cittadini, chiamati a spogliarsi delle abitudini superflue, come ad esempio una semplice aria condizionata lasciata accesa anche quando non siamo in casa. Comportamenti sino a oggi tirati in ballo con un monito significativo solo nella "Laudato Si'", l'Enciclica in difesa dell'ambiente di papa Francesco.Tornando invece ai contenuti assunti dai paesi, firmare l'Accordo di Cop21 a Parigi è stata una scelta politica guidata da un obbligo morale comune, e attraverso la cooperazione internazionale e il sostegno di tutti si possono ancora rispettare gli impegni presi.

La strada dunque è tracciata, ma va percorsa tutta, nella direzione dei no ai combustibili fossili, nella difesa e protezione delle foreste e degli oceani con decisioni che dimostrino di aver compreso l'urgenza della situazione. Significa anche ridurre il consumo di carne e latticini e cambiare il modo in cui produciamo il nostro cibo. Vuol dire non arrendersi dinanzi alle difficoltà, come spiega sempre Ipcc, che nel rapporto sottolinea come per combattere le emissioni di CO2 - impegno difficilissimo - si dovrebbero implementare tecniche per sottrarla semplicemente dall'atmosfera, una volta che vi sono state immesse, così da provare a sconfiggere, seppure a posteriori, uno dei principali nemici della salvaguardia ambientale. Una situazione a 360 gradi insomma, che deve vedere il Mondo intero unito. (@degirolamoa)

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