Un patto tra le società per la finanza alternativa
di Stefano Ambu
A Cagliari gli stati generali degli enti che gestiscono 11 miliardi di fondi pubblici L’obiettivo è sviluppare gli investimenti e la competitività delle imprese
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Un po’ come i film che hanno successo: c'è il Pecorino Bond. E ora arriva il Pecorino bond 2. Con un nuova emissione a diciotto mesi. Ma la finanza innovativa non è solo appetibile come il formaggio: le formule per avvicinarsi alle piccole aziende o per avvicinare le piccole aziende al credito sono sempre più creative e alternative. Ma con due parole chiave che sono un po' come la cintura quando si entra in auto: sicurezza e garanzia. Se ne è parlato ieri a Cagliari al convegno organizzato da Sfirs e Anfir, l’associazione nazionale delle finanziarie regionali, che ha scelto la Sardegna per gli “Stati generali” delle società che gestiscono fondi regionali, nazionali e comunitari per 11 miliardi di euro. Una sorta di patto fra le società finanziarie regionali per promuovere gli strumenti di finanza alternativa con l’obiettivo di far crescere investimenti e competitività delle imprese.
Nella classifica delle risorse stanziate per la strumentazione finanziaria Por 2014-2020 la Sardegna è avanti. Lo ha detto una slide proiettata nella sala congressi della Fondazione di Sardegna da Salvatore Santucci, presidente dell’associazione nazionale delle finanziarie regionali (Anfir), nel suo intervento al convegno Sfirs-Anfir. L’isola si piazza oltre la media nazionale del 6,3 per cento: davanti alla Sardegna ci sono solo Lombardia (ben oltre il 20 per cento), Calabria, Abruzzo, Liguria e Piemonte. «Gli strumenti finanziari, o di ingegneria finanziaria, consentono di moltiplicare le risorse e gli investimenti fino a 4-5 volte e possono creare una dotazione permanente – ha detto Santucci –. Strumenti a volte complicati. Ma complessità, rimarca il presidente Anfir, sta aumentando anche perché “la tecnologia di questi strumenti si sta innalzando in modo qualificato e intelligente”. E la Sardegna? «In Sardegna – spiega Riccardo Barbieri, consigliere Sfirs e delegato Anfir – così come in tutta Italia, operano le finanziarie e i confidi. Assieme, questi due soggetti possono rappresentare la pietra angolare e il polo attrattivo per gli investitori della finanza complementare. Con il sistema delle garanzie e delle tranche cover, le finanziarie infatti possono, apportando l’un percento di risorse proprie, creare un moltiplicatore di 100 a vantaggio delle imprese sul territorio». Per le strategie di programmazione unitaria 2014/2020 la Regione ha attivato un Fondo rischi per i consorzi fidi, uno Social impact e quello regionale di garanzia.
«Abbiamo intenzione di aumentare i prodotti – ha detto Gianluca Cadeddu, direttore del Centro regionale di programmazione – l’idea è quella di fare accordi con intermediari e quello con Abi è fondamentale».
Giá, e le banche? Giuseppe Cuccurese, presidente dell’Abi Sardegna, ha parlato degli interventi in campo nell'isola. Sottolineando l'importanza dei consorzi fidi e le finanziarie, “perché rappresentano forme complementari che consentono di far investimenti a 360 gradi”.
Si tratta di operatori che, sottolinea il presidente regionale dell'Abi, giocano un ruolo decisivo nello sviluppo di “strumenti nuovi che, per esempio, favoriscono le imprese di giovani”. Per il Pecorino bond una promozione internazionale. «È stata messa la faccia – ha sottolineato Fabio Carretta, di Pairstech Capital Management Llp – Non a caso, a breve, ci sarà il Pecorino bond 2. Stiamo attendendo i dati di un gruppo di aziende: due o tre del settore caseario. Sarà una emissione di minore durata rispetto alla precedente, fatto importante considerando che si tratta di uno strumento decisamente liquido. Sarà di 18 mesi e avrà un tasso di interesse in linea col precedente. La nostra attività di premarketing ci dice che ci sono grandi consensi al riguardo», ha concluso Fabio Carretta.
Nella classifica delle risorse stanziate per la strumentazione finanziaria Por 2014-2020 la Sardegna è avanti. Lo ha detto una slide proiettata nella sala congressi della Fondazione di Sardegna da Salvatore Santucci, presidente dell’associazione nazionale delle finanziarie regionali (Anfir), nel suo intervento al convegno Sfirs-Anfir. L’isola si piazza oltre la media nazionale del 6,3 per cento: davanti alla Sardegna ci sono solo Lombardia (ben oltre il 20 per cento), Calabria, Abruzzo, Liguria e Piemonte. «Gli strumenti finanziari, o di ingegneria finanziaria, consentono di moltiplicare le risorse e gli investimenti fino a 4-5 volte e possono creare una dotazione permanente – ha detto Santucci –. Strumenti a volte complicati. Ma complessità, rimarca il presidente Anfir, sta aumentando anche perché “la tecnologia di questi strumenti si sta innalzando in modo qualificato e intelligente”. E la Sardegna? «In Sardegna – spiega Riccardo Barbieri, consigliere Sfirs e delegato Anfir – così come in tutta Italia, operano le finanziarie e i confidi. Assieme, questi due soggetti possono rappresentare la pietra angolare e il polo attrattivo per gli investitori della finanza complementare. Con il sistema delle garanzie e delle tranche cover, le finanziarie infatti possono, apportando l’un percento di risorse proprie, creare un moltiplicatore di 100 a vantaggio delle imprese sul territorio». Per le strategie di programmazione unitaria 2014/2020 la Regione ha attivato un Fondo rischi per i consorzi fidi, uno Social impact e quello regionale di garanzia.
«Abbiamo intenzione di aumentare i prodotti – ha detto Gianluca Cadeddu, direttore del Centro regionale di programmazione – l’idea è quella di fare accordi con intermediari e quello con Abi è fondamentale».
Giá, e le banche? Giuseppe Cuccurese, presidente dell’Abi Sardegna, ha parlato degli interventi in campo nell'isola. Sottolineando l'importanza dei consorzi fidi e le finanziarie, “perché rappresentano forme complementari che consentono di far investimenti a 360 gradi”.
Si tratta di operatori che, sottolinea il presidente regionale dell'Abi, giocano un ruolo decisivo nello sviluppo di “strumenti nuovi che, per esempio, favoriscono le imprese di giovani”. Per il Pecorino bond una promozione internazionale. «È stata messa la faccia – ha sottolineato Fabio Carretta, di Pairstech Capital Management Llp – Non a caso, a breve, ci sarà il Pecorino bond 2. Stiamo attendendo i dati di un gruppo di aziende: due o tre del settore caseario. Sarà una emissione di minore durata rispetto alla precedente, fatto importante considerando che si tratta di uno strumento decisamente liquido. Sarà di 18 mesi e avrà un tasso di interesse in linea col precedente. La nostra attività di premarketing ci dice che ci sono grandi consensi al riguardo», ha concluso Fabio Carretta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
