La Nuova Sardegna

PERCHÉ È UTILE CAMBIARE LA MANOVRA

di LUCA DEIDDA

La credibilità del nostro Governo, che sceglie di disubbidire alla UE in materia di bilancio, dipende in maniera cruciale dalla nostra capacità di convincere mercati e partner che la manovra così com’...

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La credibilità del nostro Governo, che sceglie di disubbidire alla UE in materia di bilancio, dipende in maniera cruciale dalla nostra capacità di convincere mercati e partner che la manovra così com’è non mette in discussione il principio di pareggio di bilancio. Perché contravvenire al pareggio di bilancio, ipotizzando una alternativa, è come sostenere che la terra è piatta, o che non siamo andati sulla luna. Roba da venditori di elisir di lunga vita; e tutti lo sanno.

Pareggio di bilancio vuol dire valore attuale della spesa pubblica presente e futura maggiore o uguale del valore attuale delle entrate. Un principio ineludibile, matematico: violarlo significa non far fronte ai propri debiti e pretendere che qualche benefattore ci metta la differenza senza volerla indietro. E ovviamente ciò ci precluderebbe l’accesso ai mercati finanziari, perché nessuno vuol essere il benefattore di turno. Alimentare anche il minimo dubbio in merito avrebbe conseguenze gravi e controproducenti per l’esito della manovra stessa che si regge sull’idea che qualcuno finanzi il maggior debito che dovremo contrarre per coprire una buona parte delle spese. La manovra, che contravviene alle raccomandazioni del Consiglio europeo del luglio 2018 e agli impegni assunti dall’Italia nel suo programma di stabilità 2018, è supportata da stime piuttosto ottimistiche sulla crescita nominale del Pil, tanto che l’Ufficio Bilancio del nostro Parlamento non le ha avallate. Questo elemento ne mina la credibilità alla base.

Inoltre, la manovra si basa su previsioni di entrate in parte non strutturali, come nel caso del condono (che può anche tradursi in minori entrate future perché incoraggia l’evasione) e gran parte della spesa non riguarda misure in grado di stimolare significativamente gli investimenti necessari per l’aumento di produttività che genererebbe la crescita di cui abbiamo bisogno. E’ possibile risultare credibili senza cambiare la manovra? Difficile, e provarci potrebbe compromettere la nostra capacità di finanziarci per sostenerla; perdendo capra e cavolo. E allora, forse, strategicamente, converrebbe cambiarla. Guadagnando così in credibilità, sia sui mercati, che vuol dire spread più basso, che nella stessa UE, ciò che vuol dire maggiore capacità di incidere sul percorso che dovrebbe portare la UE a darsi regole migliori in materia di politica fiscale e sostenibilità del debito pubblico. Cosa di cui c’è bisogno.



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