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I sindacati contro Bper: «Basta con i tagli»

I sindacati contro Bper: «Basta con i tagli»

Cgil e Cisl protestano per la revoca a un’azienda sassarese dell’appalto per la gestione dei pos

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CAGLIARI. Cgil e Cisl di nuovo all’attacco di Bper, il gruppo che controlla anche il Banco di Sardegna. Dopo le lotte degli anni scorsi per tutelare i posti di lavoro in Sardegna in seguito alla dura ristrutturazione portata avanti dalla Bpe – e costata in poco più di due anni 350 posti di lavori e la chiusura di 100 agenzie – ora i due sindacati contestano la decisione del gruppo di affidare e poi revocare all’azienda sassarese Numera la gestione dei Pos. «Recentemente il consiglio di amministrazione di Bper ha deliberato di concedere a Numera, un’azienda sassarese che si occupa di informatica e che è di proprietà del Banco di Sardegna, la gestione di una parte dei pos, strumentazioni collegate all’utilizzo da parte di utenti e gestori del bancomat per gli acquisti, del gruppo Bper – si legge in una nota – Questo appalto avrebbe potuto fruttare molto denaro e, quasi certamente, la stabilizzazione di numerosi posti di lavoro nella nostra terra. Ebbene, a distanza di poco tempo, siamo costretti a constatare che, a dispetto della decisione del consiglio di amministrazione, il management decentrato ha disobbedito alle indicazioni, affidando il lavoro ad un’azienda esterna al gruppo Bper e persino concorrente – denunciano i sindacati – . Si tratta di un atto gravissimo che genera un danno a più livelli. È un danno strategico perché stabilisce che un’azienda del gruppo, un’azienda sarda, non ha il diritto di occuparsi di cose assolutamente pertinenti con la sua “mission” aziendale, e che in prospettiva rischia di essere marginalizzata. È un danno concreto nell’immediato perché sta per essere emesso il nuovo piano strategico di Bper che al suo interno si dice contenga una conferma dello stile “lacrime e sangue” anche per il Banco di Sardegna, con nuove perdite di posti di lavoro e chiusure di agenzie. Questo piano industriale avrebbe potuto essere parzialmente corretto dall’arrivo di una lavorazione preziosa e importante dal punto di vista finanziario e occupazionale, ma così non sarà». Per questo le segreterie regionali dei due sindacati lanciano ancora una volta un appello alla politica sarda «per chiedere alle istituzioni di occuparsi di quanto accade intorno alla banca sarda ed alle aziende da essa controllate. Questi smacchi accadono anche perché altri hanno la percezione di poter agire nella totale impunità, confidando sulla mancata difesa da parte dei politici e degli amministratori». I sindacati chiedono al presidente della giunta regionale «anche nella sua qualità di azionista di riferimento del Banco di Sardegna, di intervenire sul management della Bper per convincerli a riconsiderare questa scelta scellerata che danneggerà l’isola». E altrettanto, secondo i due sindacati, dovrebbero fare il presidente e tutto il Consiglio regionale. «Devono indirizzare l’azione di tutta la politica sarda per difendere i diritti e il lavoro dei sardi».

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