L’inchiesta Tanit-Puc il pm: Ganau va assolto
di Nadia Cossu
Piano urbanistico, l’ex sindaco e altri 7 a giudizio per abuso d’ufficio e falso Reati prescritti ma «sulla tentata concussione il fatto non sussiste»
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SASSARI. Dopo una lunga requisitoria che ha impegnato il pubblico ministero Giovanni Porcheddu per l’intera mattinata, la conclusione della altrettanto lunga vicenda giudiziaria “Tanit-Puc” di Sassari (che tra gli altri coinvolge nelle vesti di imputato il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, all’epoca sindaco di Sassari) va in una direzione ben precisa: i reati contestati agli otto imputati (abuso d’ufficio, falso ideologico, tentata estorsione) sono prescritti e il pm ha sollecitato al collegio presieduto da Salvatore Marinaro una sentenza di non doversi procedere. Solo per la tentata concussione (a carico di tre imputati, tra cui Ganau) la Procura ha chiesto l’assoluzione nel merito «perché il fatto non sussiste».
La storia. Nel 2006 il costruttore Nicolino Brotzu voleva chiudere l’affare Carrefour. Il colosso francese aveva mostrato un forte interesse imprenditoriale sull’area dell’ex consorzio agrario. Voleva che lì nascesse un mega centro commerciale. Però c’era un problema: la struttura in via di realizzazione era divisa in tre diversi locali. Quindi il 29 giugno 2006 la Vibrocementi (ossia l’impresa di Brotzu) presentò al Comune di Sassari delle varianti in corso d’opera per riorganizzare gli spazi all’interno dello stabilimento. Nessun aumento di volumetria, solo “ridistribuzione funzionale” delle superfici in modo da renderle un corpo unico. Cioè un centro commerciale. Ma la pratica incontrò mille difficoltà a tutti i livelli, dal Comune alla Regione. Ostacoli di natura urbanistica e autorizzativi sotto il profilo commerciale. La compravendita alla fine si arenò e per Brotzu cominciò il tracollo.
La denuncia. Siccome uno degli impedimenti urbanistici era costituito proprio dal Puc del 2008, il costruttore denunciò in Procura una serie di presunte illegittimità nell’approvazione, come l’incompatibilità di Ganau a partecipare al voto (i terreni delle zie del sindaco cambiavano destinazione d’uso diventando edificabili) e altri presunti interessi dell’ex consigliera Dolores Lai. Ma non ottenne l’annullamento del Puc e neanche la variante.
Il processo. E proprio dalla controversa pratica edilizia del centro commerciale Tanit è nato il processo che vede imputati Gianfranco Ganau per concorso in tentata concussione e in abuso d’ufficio aggravato e falsità ideologica aggravata, Gianfranco Masia (all’epoca dei fatti dirigente dello Sportello unico attività produttive, sempre per la tentata concussione e concorso in abuso d’ufficio), Valerio Meloni (assessore all’Urbanistica, tentata concussione e tentato abuso d’ufficio), Bruno Virginio Gabrielli, Pietro Cozzani, Francesco Luigi Dettori (tecnici convenzionati incaricati della predisposizione del Puc, tutti a processo per tentato abuso d’ufficio), Alberto Cossu (presidente della Confcommercio, per tentata estorsione. Accusa, quest’ultima, ampiamente “ridimensionata” ieri dal pm Porcheddu). E, sempre per tentato abuso d’ufficio, l’allora consigliera comunale Dolores Lai.
Il Tar. Quando Brotzu, a progetto approvato, si vide bloccare l’iniziativa imprenditoriale dal Comune e dalla Regione decise di ricorrere al Tar (che alla fine tra l’altro bocciò il suo ricorso). E in questa fase si sarebbe configurato uno dei reati contestati a Ganau: la tentata concussione per aver, secondo il pubblico ministero, cercato di convincere il costruttore a ritirare il ricorso. Ma l’imprenditore, contemporaneamente, aveva anche presentato un esposto in Procura per denunciare, tra le altre cose, una serie di incompatibilità che inficiavano la votazione del Piano urbanistico.
Le conclusioni del pm. Ieri mattina il sostituto procuratore Porcheddu ha chiesto di non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati per intervenuta prescrizione. Dalle parole del pm è però emerso che l’orientamento della Procura – nel caso in cui non fossero maturati i tempi per la prescrizione – sarebbe stato quello di una richiesta di assoluzione ai sensi dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale per insufficienza/contradditorietà della prova. Subito dopo, la parola è passata alle parti civili che hanno sostenuto la responsabilità degli imputati difesi dagli avvocati Giuseppe Conti, Gianluigi Poddighe, Giuseppe Masala, Toto Porcu, Luca Accardo, Francesco Ruju.
La storia. Nel 2006 il costruttore Nicolino Brotzu voleva chiudere l’affare Carrefour. Il colosso francese aveva mostrato un forte interesse imprenditoriale sull’area dell’ex consorzio agrario. Voleva che lì nascesse un mega centro commerciale. Però c’era un problema: la struttura in via di realizzazione era divisa in tre diversi locali. Quindi il 29 giugno 2006 la Vibrocementi (ossia l’impresa di Brotzu) presentò al Comune di Sassari delle varianti in corso d’opera per riorganizzare gli spazi all’interno dello stabilimento. Nessun aumento di volumetria, solo “ridistribuzione funzionale” delle superfici in modo da renderle un corpo unico. Cioè un centro commerciale. Ma la pratica incontrò mille difficoltà a tutti i livelli, dal Comune alla Regione. Ostacoli di natura urbanistica e autorizzativi sotto il profilo commerciale. La compravendita alla fine si arenò e per Brotzu cominciò il tracollo.
La denuncia. Siccome uno degli impedimenti urbanistici era costituito proprio dal Puc del 2008, il costruttore denunciò in Procura una serie di presunte illegittimità nell’approvazione, come l’incompatibilità di Ganau a partecipare al voto (i terreni delle zie del sindaco cambiavano destinazione d’uso diventando edificabili) e altri presunti interessi dell’ex consigliera Dolores Lai. Ma non ottenne l’annullamento del Puc e neanche la variante.
Il processo. E proprio dalla controversa pratica edilizia del centro commerciale Tanit è nato il processo che vede imputati Gianfranco Ganau per concorso in tentata concussione e in abuso d’ufficio aggravato e falsità ideologica aggravata, Gianfranco Masia (all’epoca dei fatti dirigente dello Sportello unico attività produttive, sempre per la tentata concussione e concorso in abuso d’ufficio), Valerio Meloni (assessore all’Urbanistica, tentata concussione e tentato abuso d’ufficio), Bruno Virginio Gabrielli, Pietro Cozzani, Francesco Luigi Dettori (tecnici convenzionati incaricati della predisposizione del Puc, tutti a processo per tentato abuso d’ufficio), Alberto Cossu (presidente della Confcommercio, per tentata estorsione. Accusa, quest’ultima, ampiamente “ridimensionata” ieri dal pm Porcheddu). E, sempre per tentato abuso d’ufficio, l’allora consigliera comunale Dolores Lai.
Il Tar. Quando Brotzu, a progetto approvato, si vide bloccare l’iniziativa imprenditoriale dal Comune e dalla Regione decise di ricorrere al Tar (che alla fine tra l’altro bocciò il suo ricorso). E in questa fase si sarebbe configurato uno dei reati contestati a Ganau: la tentata concussione per aver, secondo il pubblico ministero, cercato di convincere il costruttore a ritirare il ricorso. Ma l’imprenditore, contemporaneamente, aveva anche presentato un esposto in Procura per denunciare, tra le altre cose, una serie di incompatibilità che inficiavano la votazione del Piano urbanistico.
Le conclusioni del pm. Ieri mattina il sostituto procuratore Porcheddu ha chiesto di non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati per intervenuta prescrizione. Dalle parole del pm è però emerso che l’orientamento della Procura – nel caso in cui non fossero maturati i tempi per la prescrizione – sarebbe stato quello di una richiesta di assoluzione ai sensi dell’articolo 530 comma 2 del codice di procedura penale per insufficienza/contradditorietà della prova. Subito dopo, la parola è passata alle parti civili che hanno sostenuto la responsabilità degli imputati difesi dagli avvocati Giuseppe Conti, Gianluigi Poddighe, Giuseppe Masala, Toto Porcu, Luca Accardo, Francesco Ruju.
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