QUANDO IL SELFIE È DI STATO
di VANESSA ROGGERI
Ogni passo istituzionale viene scrupolosamente documentato dagli scatti ufficiali, così come la vita privata viene carpita dai teleobiettivi dei paparazzi che sperano di immortalare un istante...
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Ogni passo istituzionale viene scrupolosamente documentato dagli scatti ufficiali, così come la vita privata viene carpita dai teleobiettivi dei paparazzi che sperano di immortalare un istante pruriginoso, o mal che vada inedito del suo quotidiano. Speranze vane, aggiungerei io, perché Salvini ci pensa da sé a disinnescare le paparazzate con uno strumento che è diventato quasi un marchio di fabbrica: il selfie di Stato. Se negli ultimi 5 anni il segretario federale della Lega è riuscito a ribaltare le sorti del suo partito e macinare consensi lungo l’italico stivale, è anche grazie alla sua lungimiranza social e al fatto che con i selfie ha saputo reinventare il dialogo tra popolo e rappresentante del popolo.
Al di là dei contenuti politici, la distanza tra questi due poli si è accorciata fino all’annullamento e tutto ciò è dovuto – almeno in parte – ai suoi innumerevoli autoscatti, formidabili medium comunicatori più veloci e d’impatto di qualsiasi velina giornalistica. Il concetto di leadership con Salvini ha compiuto un ulteriore passo avanti, adeguandosi ai tempi. Instagram, un selfie e una concisa didascalia di accompagnamento: anche questo può a buon diritto rientrare nella così detta campagna elettorale permanente. Ormai nessuno si stupisce di vedere il ministro che fotografa il suo faccione in ogni dove, a suo agio tanto in trattoria quanto in Parlamento, al mare di Sabaudia per le vacanze o ai funerali di Stato a Genova, al mercato di San Benedetto di Cagliari o in strada attorniato da sostenitori e detrattori, tutti presi nella scia del suo successo.
Due giorni fa però è stato affidato alla rete un selfie di troppo, un momento intimo e privatissimo in cui la sua ex compagna, Elisa Isoardi, con parole stucchevoli conferma la fine della loro relazione. Capita a tante coppie di spiattellare i fatti propri in rete, nulla di strano direbbero alcuni, se non fosse che la conduttrice tv, a furia di mischiare la vita privata con la vita pubblica e farne un’ibridazione ancora tutta da definire, pare abbia dimenticato il ruolo istituzionale del suo ex. Uno scivolone di cattivo gusto, un vilipendio di immagine che è palese essere del tutto involontario, dettato più che altro da uno sconfinamento di mondi, di ruoli e di buonsenso. E Salvini che cosa ne pensa? Ribatte al post con un altro post in cui dice: “Per educazione, carattere e rispetto non ho mai buttato in piazza la mia vita privata, non comincerò a farlo adesso, agli italiani non interessa.” Allora, posto che gli italiani del gossip ne hanno fatto un’arte, basta farsi un giro veloce nella pagina Instagram del ministro per constatare che in questi mesi la vita privata in piazza l’ha buttata abbondantemente. Non è un’opinione se dico che un momento di svago al parco con la figlia di 5 anni, il cibo gustato a pranzo e gli abbracci con la compagna fanno parte della vita privata. Implicitamente, la sua mancata censura ha autorizzato la pubblicazione di quello scatto voyeuristico.
«Si rassegnino spioni, guardoni e chiacchieroni”, ha bacchettato mesi fa Salvini per mettere a tacere i pettegolezzi sul presunto tradimento della Isoardi, dimenticandosi che non esistono spioni se la porta si tiene spalancata. Condivisione: è la parola d’ordine del nuovo millennio, senza pudore, e senza misura. Negli USA va di moda fotografare i morti nelle bare ai funerali per condividerli su Facebook, che cosa volete che sia l’allusione di un amoroso amplesso stampata sul volto soddisfatto di una conduttrice RAI. Anche questo è campagna elettorale.
Al di là dei contenuti politici, la distanza tra questi due poli si è accorciata fino all’annullamento e tutto ciò è dovuto – almeno in parte – ai suoi innumerevoli autoscatti, formidabili medium comunicatori più veloci e d’impatto di qualsiasi velina giornalistica. Il concetto di leadership con Salvini ha compiuto un ulteriore passo avanti, adeguandosi ai tempi. Instagram, un selfie e una concisa didascalia di accompagnamento: anche questo può a buon diritto rientrare nella così detta campagna elettorale permanente. Ormai nessuno si stupisce di vedere il ministro che fotografa il suo faccione in ogni dove, a suo agio tanto in trattoria quanto in Parlamento, al mare di Sabaudia per le vacanze o ai funerali di Stato a Genova, al mercato di San Benedetto di Cagliari o in strada attorniato da sostenitori e detrattori, tutti presi nella scia del suo successo.
Due giorni fa però è stato affidato alla rete un selfie di troppo, un momento intimo e privatissimo in cui la sua ex compagna, Elisa Isoardi, con parole stucchevoli conferma la fine della loro relazione. Capita a tante coppie di spiattellare i fatti propri in rete, nulla di strano direbbero alcuni, se non fosse che la conduttrice tv, a furia di mischiare la vita privata con la vita pubblica e farne un’ibridazione ancora tutta da definire, pare abbia dimenticato il ruolo istituzionale del suo ex. Uno scivolone di cattivo gusto, un vilipendio di immagine che è palese essere del tutto involontario, dettato più che altro da uno sconfinamento di mondi, di ruoli e di buonsenso. E Salvini che cosa ne pensa? Ribatte al post con un altro post in cui dice: “Per educazione, carattere e rispetto non ho mai buttato in piazza la mia vita privata, non comincerò a farlo adesso, agli italiani non interessa.” Allora, posto che gli italiani del gossip ne hanno fatto un’arte, basta farsi un giro veloce nella pagina Instagram del ministro per constatare che in questi mesi la vita privata in piazza l’ha buttata abbondantemente. Non è un’opinione se dico che un momento di svago al parco con la figlia di 5 anni, il cibo gustato a pranzo e gli abbracci con la compagna fanno parte della vita privata. Implicitamente, la sua mancata censura ha autorizzato la pubblicazione di quello scatto voyeuristico.
«Si rassegnino spioni, guardoni e chiacchieroni”, ha bacchettato mesi fa Salvini per mettere a tacere i pettegolezzi sul presunto tradimento della Isoardi, dimenticandosi che non esistono spioni se la porta si tiene spalancata. Condivisione: è la parola d’ordine del nuovo millennio, senza pudore, e senza misura. Negli USA va di moda fotografare i morti nelle bare ai funerali per condividerli su Facebook, che cosa volete che sia l’allusione di un amoroso amplesso stampata sul volto soddisfatto di una conduttrice RAI. Anche questo è campagna elettorale.
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