Microcredito, 16 milioni in più nel Fondo
A dicembre sarà pubblicato un nuovo bando. L’Europa loda le “buone pratiche” della Regione
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. L’Europa da sempre tesse le lodi del microcredito con interessi a tasso zero e soprattutto da qualche anno ha promosso quello sardo come una delle migliori pratiche finanziarie a livello internazionale. Tant’è che, nei giorni scorsi, la Giunta ha caricato altri 4 milioni, oltre i 6 già presenti, sul bando chiuso a gennaio e destinato a «soggetti non bancabili (sono quelli che non danno garanzie alle banche) e disoccupati», e altri 12 milioni, a dicembre sarà pubblicato l’avviso, a favore di chi abbia un’idea imprenditoriale ma non sa dove trovare le risorse per realizzarla. «Siamo orgogliosi del riconoscimento, soprattutto perché stiamo finanziando iniziative che, oltre a reggere nel tempo, fanno crescere lo sviluppo dal basso», ha detto l’assessore al lavoro Virginia Mura, nell’annunciare l’aumento dei due bandi per il microcredito. Sono i numeri a confermare che la pagella arrivata da Bruxelles è stata più che meritata: 93 milioni erogati dal 2009, quando al governo della Regione c’era ancora il centrodestra ma è stato il centrosinistra a metterci gran parte delle risorse, oltre 12mila domande, 800 solo per l’ultimo bando di gennaio, e quasi 4mila progetti finanziati. Ancora: l’età media di chi ha presentato la domanda è intorno ai 35 anni e il 50 per cento sono donne, fra i settori più gettonati il turismo e la ristorazione, 7.500 i posti di lavoro “prodotti” con una media di quasi tre posti per ogni azienda. Per finire: in media il prestito pro capite è intorno ai 24mila euro, ben 9 aziende su 10 di quelle nuove hanno superato con successo il primo anno d’attività, quindi la cosiddetta mortalità è molto bassa, e la restituzione del finanziamento, va sottolineato a tasso zero, è eccezionale. Sono 822 le imprese che hanno già rimborsato alla Sfirs, è la finanziaria della Regione, il capitale e quindi le cosiddette sofferenze, o insoluti, sono pochissime. Essendo il microcredito un fondo a rotazione, quindi in gran parte si autoalimenta grazie all’andare e venire dei finanziamenti, è proprio la «bontà di questa filiera» a garantirne il successo. «È la dimostrazione – ha sottolineato l’assessora ala lavoro – che in Sardegna esiste un forte fermento imprenditoriale ed è per questo che, ad esempio, abbiamo accorciato, grazie all’impegno della Sfirs, i tempi burocratici per attivare il finanziamento, non superano mai i 45 giorni. È un fermento che conferma anche che spetta alla Regione dar gambe alle nuove imprese». (ua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
