Il 26 la direzione del Pd ci sarà anche Pigliaru
Il governatore ha deciso di partecipare per la prima volta da quando si è iscritto Ma potrebbe esserci bufera nella riunione convocata dopo la richiesta dei soriani
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CAGLIARI. Il governatore Francesco Pigliaru parteciperà alla direzione regionale del Pd, convocata lunedì a Oristano. Sarà la sua prima volta da quando, subito dopo le elezioni politiche di marzo, s’è iscritto al partito. «Penso di andarci», ha detto senza poi aggiungere altro. Non sarà una direzione facile e non lo sarà per un bel po’ di motivi.
L’attesa. Il Pd si è detto pronto a sostenere la candidatura di Massimo Zedda nel 2019, ma aspetta ancora che il sindaco di Cagliari sciolga la riserva. Poi insieme agli alleati, ma non si sa ancora bene quanti e quali saranno, Zedda e il Pd dovranno scegliere fra una possibile candidatura diretta o se sia meglio passare attraverso primarie di coalizione. È questo uno dei nodi che la direzione dovrà sciogliere.
Faccia a faccia. Poi c’è il problema dei problemi: la riunione è stata chiesta dalla corrente guidata da Renato Soru e quindi Soru ci sarà. Ma in queste settimane, i rapporti fra l’europarlamentare e Pigliaru sono ben al di sotto del minimo storico e allo stesso livello lo sono anche quelli fra Soru e il partito. È così dall’indomani degli attacchi lanciati da Nuoro, dal palco di un convegno organizzato da Autodeterminatzione, dall’ex governatore verso Pigliaru e il Pd. Fra le frasi di allora, ecco due fra le più forti. «L'operato della Giunta? Non mi è piaciuto. Non si è visto nulla o s’è visto poco», poi «sulla candidatura a presidente e sul programma non c’è stato ancora neanche uno straccio di confronto». Per ricevere, a breve giro di posta, la replica di Pigliaru: «Alle Regionali avremo davanti avversari pericolosi e forti. Dobbiamo combatterli restando uniti e superando una volta per tutte personalismi e divisioni che fanno bene solo a loro». A Soru aveva replicato anche il vicesegretario Franco Sabatini: «Certi attacchi sono inaccettabili e ingiustificati». Lunedì, a Oristano, ci sarà quindi il primo faccia a faccia fra questi due mondi. Il Pd potrebbe rischiare davvero di ritornare a litigare – anche se dalla segreteria guidata Emanuele Cani fanno sapere: «Non accadrà» – mentre invece dovrebbe compattarsi intorno alla possibilità che dal vecchio centrosinistra del 2014 nasca una nuova alleanza progressista e identitaria.
A sinistra. Per evitare strappi annunciati o minacciati, buona parte dei partiti a sinistra del Pd – da Mdp a Possibile, più gruppi di Sinistra italiana – si sono dati appuntamento domani a Oristano. All’ordine del giorno un solo argomento: «Smettiamola di spaccarci in mille pezzi». (ua)
L’attesa. Il Pd si è detto pronto a sostenere la candidatura di Massimo Zedda nel 2019, ma aspetta ancora che il sindaco di Cagliari sciolga la riserva. Poi insieme agli alleati, ma non si sa ancora bene quanti e quali saranno, Zedda e il Pd dovranno scegliere fra una possibile candidatura diretta o se sia meglio passare attraverso primarie di coalizione. È questo uno dei nodi che la direzione dovrà sciogliere.
Faccia a faccia. Poi c’è il problema dei problemi: la riunione è stata chiesta dalla corrente guidata da Renato Soru e quindi Soru ci sarà. Ma in queste settimane, i rapporti fra l’europarlamentare e Pigliaru sono ben al di sotto del minimo storico e allo stesso livello lo sono anche quelli fra Soru e il partito. È così dall’indomani degli attacchi lanciati da Nuoro, dal palco di un convegno organizzato da Autodeterminatzione, dall’ex governatore verso Pigliaru e il Pd. Fra le frasi di allora, ecco due fra le più forti. «L'operato della Giunta? Non mi è piaciuto. Non si è visto nulla o s’è visto poco», poi «sulla candidatura a presidente e sul programma non c’è stato ancora neanche uno straccio di confronto». Per ricevere, a breve giro di posta, la replica di Pigliaru: «Alle Regionali avremo davanti avversari pericolosi e forti. Dobbiamo combatterli restando uniti e superando una volta per tutte personalismi e divisioni che fanno bene solo a loro». A Soru aveva replicato anche il vicesegretario Franco Sabatini: «Certi attacchi sono inaccettabili e ingiustificati». Lunedì, a Oristano, ci sarà quindi il primo faccia a faccia fra questi due mondi. Il Pd potrebbe rischiare davvero di ritornare a litigare – anche se dalla segreteria guidata Emanuele Cani fanno sapere: «Non accadrà» – mentre invece dovrebbe compattarsi intorno alla possibilità che dal vecchio centrosinistra del 2014 nasca una nuova alleanza progressista e identitaria.
A sinistra. Per evitare strappi annunciati o minacciati, buona parte dei partiti a sinistra del Pd – da Mdp a Possibile, più gruppi di Sinistra italiana – si sono dati appuntamento domani a Oristano. All’ordine del giorno un solo argomento: «Smettiamola di spaccarci in mille pezzi». (ua)
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