L’Aias sfida la Regione: noi restiamo aperti
di Stefano Ambu
Affollata assemblea di pazienti e dipendenti. La giunta delibera la nascita di una società in house
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CAGLIARI. L'Aias continuerà a lavorare e a tenere i cancelli aperti anche dopo il fatidico giorno X, il 31 dicembre, data di scadenza della convenzione con la Regione. Parola del direttore Vittorio Randazzo. E non solo: molte famiglie hanno deciso di continuare a mandare figli, fratelli, genitori e nipoti dove sono sempre stati, all'Aias. Nei prossimi giorni - conferma lo stesso Randazzo- partiranno le richieste di autorizzazione anche al tribunale da parte delle stesse famiglie. È quanto emerso dalla affollata assemblea alla Fiera. Tutto esaurito, poltroncine piene, si faticava a trovare posto anche in piedi. Perché questi, dopo la revoca del servizio, sono giorni caldissimi e cruciali. Per i 1300 dipendenti, ma anche per i circa 4mila pazienti. Il presente è un conto alla rovescia sino alla notte di Capodanno. E poi? «L'auspicio è che la politica in questi giorni si svegli e ci chiami a dialogare - spiega Randazzo – perché la crisi dell'Aias è dovuta solo alla burocrazia. Regione o Ats: è comunque la burocrazia che ha rallentato i pagamenti e portato a questo punto. Io credo e spero che si tratti di una negligenza e non di una situazione voluta. In quest'ultimo caso sarebbe una cosa davvero brutta: non credo che l'associazione meriti di essere trattata in questo modo». E ora? «La risoluzione del contratto è importante e condizionante per il futuro ma noi non finiamo. L'Aias continuerà a lavorare. Apriremo regolarmente: siamo sicuri che nessun paziente andrà via dalle nostre strutture. E non vorrà andare via. La libera scelta in Italia esiste ancora». Poi però come si fa? «Certo non vogliamo far pagare le famiglie sicuramente faremo di tutto per recuperare i nostri crediti. Che sono ingenti: noi li recupereremo. Ma se ce li danno liberamente e velocemente, la situazione si risolve». In prima fila tanti politici sardi, da Giorgio Oppi, Udc, a Christian Solinas, Psd’Az, a Michele Cossa, Riformatori. Dal palco sono stati anche portati i saluti- via lettera- del ministro della famiglia Lorenzo Fontana. «Da oggi – annuncia Ugo Cappellacci, Fi su Facebook :– io e alcuni genitori inizieremo uno sciopero della fame che porteremo avanti sino al momento in cui la Regione disporrà il pagamento di quanto dovuto all'Aias e stabilito da una sentenza". I dipendenti invece si preparano per un sit in- annunciato la scorsa settimana da alcune sigle sindacali, Ugl, Fials, Isa, Confintesa e un comitato spontaneo - davanti al palazzo della giunta regionale in viale Trento. I sindacati, per calcolare l'ammontare dei debiti, partono dall'ultima sentenza che riguarda il periodo 88-95: circa 8 milioni di euro. Intanto, dalla Regione arriva un provvedimento per non lasciare per strada i lavoratori dell’Aias dopo la revoca della convenzione. La giunta Pigliaru, su proposta dell’assessore Arru, ha deliberato la creazione di una società in house a responsabilità limitata, di cui almeno il 60 per cento in capo all’Ats. Entro 6 mesi, tramite procedure di evidenza pubblica, dovranno essere selezionati soci privati.
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