Venti milioni dal governo per l’acqua della Gallura
di Claudio Zoccheddu
Il Consorzio di bonifica potrà sistemare il canale che arriva dalla diga sul Liscia. È uno dei primi dieci progetti finanziati dal ministero delle Infrastrutture
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SASSARI. Quasi venti milioni di euro per rimettere in sesto l’acquedotto della Gallura. I denari arrivano da un decreto del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture che, insieme al ministero delle Politiche agricole, ha varato il Piano straordinario sugli invasi che mette sul tavolo 250 milioni di euro per i primi dieci interventi in programma, tra cui proprio quello dedicato al “rifacimento e al risanamento del canale adduttore” alimentato dalla diga sul fiume Liscia. Un’infrastruttura strategica che dovrebbe limitare i problemi causati dalla siccità che, all’inizio degli anni 2000, facevano temere il peggio per il settore agricolo gallurese.
L’acquedotto. La sua ristrutturazione in cantiere da quasi vent’anni ma fino a pochi giorni fa sembrava sparito dai radar della programmazione nazionale. Eppure, il canale che permette all’acqua del bacino del Lisca di arrivare sino alla valle di Arzachena e Olbia. Anche se poi, in realtà, solo una parte dell’acqua che viene convogliata dall’invaso arriva a destinazione perché 8 milioni e 300mila metri cubi d’acqua all’anno – che valgono il 35 per cento della portata annuale di 23 milioni e 530mila metri cubi – si perdono nel tragitto per colpa delle crepe che da anni “azzoppano” l’acquedotto. Tutto quello che non arriva a destinazione per colpa delle carenze strutturali finisce comunque nelle bollette pagate dai consorziati che rischiano la siccità anche nei portafogli oltre che nei campi. Il progetto. Il canale adduttore che verrà ristrutturato è lungo 28 chilometri, di cui 22 fanno parte del corpo centrale che ne occupa 15 in galleria e 7 a cielo aperto. Ci sono poi 600 metri per la derivazione che raggiunge Arzachena, 4,6 chilometri fanno parte della derivazione ovest e 1,8 della derivazione est, su cui è in corso un intervento di restauro finanziato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione. La ristrutturazione riguarda proprio i tratti a cielo aperto e la manutenzione straordinaria di un’infrastruttura realizzata negli anni sessanta e ormai in condizioni decisamente preoccupanti e non più sostenibili. Le esigenze di ristrutturazione sono arrivate alla “cabina di regia per l’emergenza idrica”, istituita nell’ambito dell’Autorità di bacino sotto il controllo dell’agenzia del Distretto idrografico della Sardegna nel 2017 dopo le proposte formulate dal Consorzio di bonifica della Gallura, che le ha ritenute “meritevoli di esecuzione” e le ha trasmesse – con l’assenso dell’assessorato dei Lavori pubblici – con parere positivo al ministero delle Infrastrutture affinché fosse inserito tra i progetti finanziabili con il Piano straordinario degli invasi. Cosa che è avvenuta e che è stata ufficializzata il 6 dicembre.
L’intervento. Nel progetto è prevista l’ impermeabilizzazione del canale ma anche la sostituzione delle paratoie di scarico e di sezionamento del canale, attualmente in stato di abbandono, dotandole di attuatori portatili che ne possano facilitare l’azionamento. Verranno realizzati anche diversi punti d’ingresso al canale installazione di scale d’accesso in acciaio zincato e sono previsti anche i lavori sulle recinzioni, che saranno ripristinate per mettere in sicurezza le aree demaniali su cui è stato costruito il canale. In programma c’è anche il posizionamento di misuratori di portata che permettano il monitoraggio costante e l’esecuzione di “bilanci idrici di massa”. Tra le migliorie c’è l’installazione di un sistema di tele-controllo in grado di interfacciarsi con il sistema del Consorzio che permette il controllo da remoto delle portate ma anche l’implementazione dei nuovi sistemi di tele-controllo nel software di gestione attualmente in uso.
Il Consorzio di bonifica. «Un intervento atteso da tanto tempo, di straordinaria importanza per tutto il territorio – spiega il presidente Marco Marrone –. Non si tratta solo del recupero della risorsa idrica ma i lavori avranno una valenza molteplice. Infatti, non solo è importante per le attività agricole ma per l’intero tessuto economico della Gallura che trae vantaggio dal trasporto della risorsa che arriva dalla Diga del Liscia, grazie a questa preziosa opera idraulica che finalmente vede la sua manutenzione straordinaria al compimento dei suoi sessanta anni. Questi risultati si raggiungono solo quando si può contare su grandi professionalità e, al suo interno, il Consorzio di bonifica della Gallura ne annovera diverse, tutte unite alla sensibilità di organi eletti democraticamente», conclude Marrone. «Il Consorzio di bonifica della Gallura, grazie al lavoro encomiabile svolto dall’intera struttura che con costanza e perseveranza ha coronato questo importante risultato, vuole evidenziare come il finanziamento dei lavori di ristrutturazione del canale adduttore rappresenti non solo una riduzione drastica delle perdite dell’importantissima risorsa idrica, ma anche e in egual misura, un indiscutibile risparmio finanziario per le casse dei propri consorziati», aggiunge il direttore generale del Consorzio, Giosuè Brundu.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’acquedotto. La sua ristrutturazione in cantiere da quasi vent’anni ma fino a pochi giorni fa sembrava sparito dai radar della programmazione nazionale. Eppure, il canale che permette all’acqua del bacino del Lisca di arrivare sino alla valle di Arzachena e Olbia. Anche se poi, in realtà, solo una parte dell’acqua che viene convogliata dall’invaso arriva a destinazione perché 8 milioni e 300mila metri cubi d’acqua all’anno – che valgono il 35 per cento della portata annuale di 23 milioni e 530mila metri cubi – si perdono nel tragitto per colpa delle crepe che da anni “azzoppano” l’acquedotto. Tutto quello che non arriva a destinazione per colpa delle carenze strutturali finisce comunque nelle bollette pagate dai consorziati che rischiano la siccità anche nei portafogli oltre che nei campi. Il progetto. Il canale adduttore che verrà ristrutturato è lungo 28 chilometri, di cui 22 fanno parte del corpo centrale che ne occupa 15 in galleria e 7 a cielo aperto. Ci sono poi 600 metri per la derivazione che raggiunge Arzachena, 4,6 chilometri fanno parte della derivazione ovest e 1,8 della derivazione est, su cui è in corso un intervento di restauro finanziato dall’assessorato all’Agricoltura della Regione. La ristrutturazione riguarda proprio i tratti a cielo aperto e la manutenzione straordinaria di un’infrastruttura realizzata negli anni sessanta e ormai in condizioni decisamente preoccupanti e non più sostenibili. Le esigenze di ristrutturazione sono arrivate alla “cabina di regia per l’emergenza idrica”, istituita nell’ambito dell’Autorità di bacino sotto il controllo dell’agenzia del Distretto idrografico della Sardegna nel 2017 dopo le proposte formulate dal Consorzio di bonifica della Gallura, che le ha ritenute “meritevoli di esecuzione” e le ha trasmesse – con l’assenso dell’assessorato dei Lavori pubblici – con parere positivo al ministero delle Infrastrutture affinché fosse inserito tra i progetti finanziabili con il Piano straordinario degli invasi. Cosa che è avvenuta e che è stata ufficializzata il 6 dicembre.
L’intervento. Nel progetto è prevista l’ impermeabilizzazione del canale ma anche la sostituzione delle paratoie di scarico e di sezionamento del canale, attualmente in stato di abbandono, dotandole di attuatori portatili che ne possano facilitare l’azionamento. Verranno realizzati anche diversi punti d’ingresso al canale installazione di scale d’accesso in acciaio zincato e sono previsti anche i lavori sulle recinzioni, che saranno ripristinate per mettere in sicurezza le aree demaniali su cui è stato costruito il canale. In programma c’è anche il posizionamento di misuratori di portata che permettano il monitoraggio costante e l’esecuzione di “bilanci idrici di massa”. Tra le migliorie c’è l’installazione di un sistema di tele-controllo in grado di interfacciarsi con il sistema del Consorzio che permette il controllo da remoto delle portate ma anche l’implementazione dei nuovi sistemi di tele-controllo nel software di gestione attualmente in uso.
Il Consorzio di bonifica. «Un intervento atteso da tanto tempo, di straordinaria importanza per tutto il territorio – spiega il presidente Marco Marrone –. Non si tratta solo del recupero della risorsa idrica ma i lavori avranno una valenza molteplice. Infatti, non solo è importante per le attività agricole ma per l’intero tessuto economico della Gallura che trae vantaggio dal trasporto della risorsa che arriva dalla Diga del Liscia, grazie a questa preziosa opera idraulica che finalmente vede la sua manutenzione straordinaria al compimento dei suoi sessanta anni. Questi risultati si raggiungono solo quando si può contare su grandi professionalità e, al suo interno, il Consorzio di bonifica della Gallura ne annovera diverse, tutte unite alla sensibilità di organi eletti democraticamente», conclude Marrone. «Il Consorzio di bonifica della Gallura, grazie al lavoro encomiabile svolto dall’intera struttura che con costanza e perseveranza ha coronato questo importante risultato, vuole evidenziare come il finanziamento dei lavori di ristrutturazione del canale adduttore rappresenti non solo una riduzione drastica delle perdite dell’importantissima risorsa idrica, ma anche e in egual misura, un indiscutibile risparmio finanziario per le casse dei propri consorziati», aggiunge il direttore generale del Consorzio, Giosuè Brundu.
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