Il governo riconosce Oilos Caria: «Passaggio storico»
di Antonello Palmas
Il ministro Centinaio firma il decreto e legittima l’Organismo interprofessionale L’assessore all’agricoltura: «Ora sarà possibile definire una forbice sul prezzo»
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CAGLIARI. L’assessore dell’agricoltura Pier Luigi Caria non usa mezze misure nel definirlo “un passaggio storico”. Ieri il ministro delle politiche agricole e alimentari, Gian Marco Centinaio, ha firmato il decreto di riconoscimento dell’Oilos (Organismo interprofessionale latte ovino sardo). Era l’ultimo passaggio che mancava: a fine ottobre la commissione politiche agricole aveva dato il via libera all’iniziativa proposta dalla Regione Sardegna e dall’Oilos, quindi era arrivato il sì della conferenza Stato-Regioni; l’ultimo miglio era rappresentato proprio dal via libera del ministero.
«Un traguardo importante per Oilos e una risposta al problema del prezzo del latte – ha dichiarato Centinaio – La firma del decreto consentirà all’associazione di svolgere il suo ruolo, delineare le strategie della produzione, trasformazione e commercializzazione del latte» precisando che «entro un anno dalla data di pubblicazione del decreto e, successivamente, con cadenza triennale, il ministero procederà alla verifica del mantenimento dei requisiti per il riconoscimento come Organizzazione interprofessionale».
«Un passaggio – commenta Caria – che cambierà il futuro del settore e che avvierà nuove politiche di governo del comparto con l’obiettivo di garantire l’anello più debole della filiera rappresentato dal mondo dei produttori primari, i pastori. Per la prima volta nella storia moderna delle produzioni lattiero casearie ovine, tutti gli attori più rappresentativi del comparto sardo siederanno a un tavolo ufficiale riconosciuto dal ministero, dove si confronteranno su come intervenire proattivamente nella gestione di produzioni di latte e trasformazione dei suoi derivati. Pastori, trasformatori privati e cooperative decideranno finalmente insieme su come amministrare una media di 300milioni di litri di latte a stagione che vengono da circa 3milioni di ovini allevati in Sardegna. Un’amministrazione che potrà accompagnare la definizione di una forbice giusta sul prezzo del latte pagato ai pastori».
Il progetto Oilos è un percorso avviato a inizio legislatura e che aveva tagliato un primo grande traguardo a dicembre 2016 con la nascita formale a Oristano, presso un notaio. Allora fu presentato uno statuto che fu sottoscritto da decine di rappresentanti di uno dei settori più importanti del tessuto produttivo isolano: ci sono il mondo della cooperazione, l’industria, i pastori, i Consorzi di tutela del Pecorino romano, Pecorino e Fiore sardo, le associazioni di categoria agricola. E il decreto firmato da Centinaio prevede che, vista la forza dell’Organismo, le sue decisioni abbiano potere coercitivo anche per chi non vi aderisce. «Ora, tutti insieme – ha concluso Caria –, avremo la grande responsabilità di agire ed operare da subito per il bene di oltre 10mila aziende ovine, delle loro famiglie e dei tanti lavoratori che operano quotidianamente nell’indotto».
Oilos, presieduto da Salvatore Pala, non potrà certo definire il prezzo del latte, ma fissando una forbice potrà certamente eliminare le forti fluttuazioni che tanto hanno danneggiato il settore, frenano programmazione e investimenti da parte delle aziende in preda alle incertezze. Ora ognuno si dovrà assumere le sue responsabilità.
«Un traguardo importante per Oilos e una risposta al problema del prezzo del latte – ha dichiarato Centinaio – La firma del decreto consentirà all’associazione di svolgere il suo ruolo, delineare le strategie della produzione, trasformazione e commercializzazione del latte» precisando che «entro un anno dalla data di pubblicazione del decreto e, successivamente, con cadenza triennale, il ministero procederà alla verifica del mantenimento dei requisiti per il riconoscimento come Organizzazione interprofessionale».
«Un passaggio – commenta Caria – che cambierà il futuro del settore e che avvierà nuove politiche di governo del comparto con l’obiettivo di garantire l’anello più debole della filiera rappresentato dal mondo dei produttori primari, i pastori. Per la prima volta nella storia moderna delle produzioni lattiero casearie ovine, tutti gli attori più rappresentativi del comparto sardo siederanno a un tavolo ufficiale riconosciuto dal ministero, dove si confronteranno su come intervenire proattivamente nella gestione di produzioni di latte e trasformazione dei suoi derivati. Pastori, trasformatori privati e cooperative decideranno finalmente insieme su come amministrare una media di 300milioni di litri di latte a stagione che vengono da circa 3milioni di ovini allevati in Sardegna. Un’amministrazione che potrà accompagnare la definizione di una forbice giusta sul prezzo del latte pagato ai pastori».
Il progetto Oilos è un percorso avviato a inizio legislatura e che aveva tagliato un primo grande traguardo a dicembre 2016 con la nascita formale a Oristano, presso un notaio. Allora fu presentato uno statuto che fu sottoscritto da decine di rappresentanti di uno dei settori più importanti del tessuto produttivo isolano: ci sono il mondo della cooperazione, l’industria, i pastori, i Consorzi di tutela del Pecorino romano, Pecorino e Fiore sardo, le associazioni di categoria agricola. E il decreto firmato da Centinaio prevede che, vista la forza dell’Organismo, le sue decisioni abbiano potere coercitivo anche per chi non vi aderisce. «Ora, tutti insieme – ha concluso Caria –, avremo la grande responsabilità di agire ed operare da subito per il bene di oltre 10mila aziende ovine, delle loro famiglie e dei tanti lavoratori che operano quotidianamente nell’indotto».
Oilos, presieduto da Salvatore Pala, non potrà certo definire il prezzo del latte, ma fissando una forbice potrà certamente eliminare le forti fluttuazioni che tanto hanno danneggiato il settore, frenano programmazione e investimenti da parte delle aziende in preda alle incertezze. Ora ognuno si dovrà assumere le sue responsabilità.
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