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La singolare battaglia degli autisti Atp: dateci la pausa pipì

Luigi Soriga
La singolare battaglia degli autisti Atp: dateci la pausa pipì

Vertenza della Fit Cisl sulle complicate condizioni di lavoro: «Guidano per ore senza poter usare un servizio igienico»

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SASSARI. «Mi scappa l’Atp», verrebbe da dire. E non c’è slogan migliore per la durissima vertenza sindacale intrapresa dalla Fit-Cisl. Perché il tempo passa anche per i conducenti degli autobus, si invecchia, e le condizioni di lavoro diventano insostenibili: «Chiediamo se sia giusto dover guidare per ore senza poter usufruire di un servizio igienico, quindi dover trattenere sino allo stremo, oppure urinare per evidente necessità in mezzo ad una via, sotto palazzi, davanti alle auto e ai passanti». E ancora: «Cosa fareste se trovaste chiuso il vostro bagno in ufficio per tutto il giorno? Vi assicuriamo che è umiliante!!!».

Il sindacato si è calato talmente nella parte, che nel predisporre il comunicato stampa è stato colto da incontinenza scrittoria, entrando nei minimi dettagli: «Un’altra delle ragioni di disagio è dovuta alla mancanza di servizi igienici in prossimità dei capolinea, dunque bisogna entrare nei bar, quando disponibili e con detrazioni dalla paga giornaliera. Questo non dev’essere visto come un fatto di poco conto». Quindi o wc alle fermate, o ticket pipì-restaurant.

E poi c’è la vertenza autiste: «Le nostre donne conducenti, vivono ancora più pesantemente la situazione. Rispetto ai colleghi (maschi), oltre all’onere di seguire e mandare avanti una famiglia, hanno esigenze personali che riguardano la loro condizione femminile. Aspetti sui quali una donna vive negativamente la mancanza di soluzioni adatte ai propri bisogni: una di loro ci racconta che durante alcuni “giorni del mese” prova serie difficoltà durante il turno di lavoro: “mi è capitato di dover chiedere un aiuto ai colleghi, durante il turno, non sapevo come fare, dove fermare il bus, cosa spiegare ai passeggeri! Non è stato semplice trovare una soluzione adatta, ma è stato umiliante, questo sicuramente».

I vertici dell’azienda trasporti, di fronte a tali richieste, sono rimasti un tantino interdetti. Dal 1972 ad oggi le battaglie sindacali hanno riguardato molteplici versanti, dalla retribuzione, alla sicurezza, agli straordinari: ma i problemi di carattere urologico è la prima volta che vengono messi sul tavolo delle trattative. L’Atp quindi sta prendendo tempo, perché la questione, seppur di massima urgenza, non è di facile soluzione.

Allora la segreteria territoriale della Cisl tira in ballo la massima autorità in ambito di salute e igiene pubblica: Nicola Sanna. «Invitiamo il signor sindaco a intervenire su questa situazione per mediare e trovare soluzioni al malessere dei lavoratori Atp». E se non ci saranno degli interventi efficaci, i conducenti e i sindacati scenderanno in piazza e proclameranno lo stato di agitazione. Perché quando scappa e non c’è un bagno nel raggio di un chilometro, a chi non verrebbe un po’ di agitazione?

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