Peste suina e lingua blu la Sardegna a un passo dalla vittoria finale
CAGLIARI. Si è svolta a Cagliari una due giorni di convegno organizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, dall’Oie e dal ministero della Salute sulle malattie animali. Da...
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CAGLIARI. Si è svolta a Cagliari una due giorni di convegno organizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, dall’Oie e dal ministero della Salute sulle malattie animali. Da ultima della classe, la Sardegna è salita in cattedra con due relazioni importanti e innovative sul piano dell’approccio scientifico e dei risultati raggiunti sul campo. Prima è stato il turno del direttore generale dell’Izs, Alberto Laddomada, sulla Peste suina africana, e di Sandro Rolesu, dell’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale, che ha illustrato un report sulla Blue tongue. Nel 2013 c’erano stati 109 focolai di Psa in tutta l’Isola, scesi a 6 nel 2018 e a zero nel 2019. Trend in forte decrescita anche nel selvatico. Lo dicono i risultati delle analisi di laboratorio dell’Izs che controllano i campioni raccolti dai cacciatori nei cinghiali abbattuti. Proprio la preziosa collaborazione del mondo venatorio e delle loro associazioni ha permesso di delineare la presenza e i possibili spostamenti della malattia. Lo scorso anno sono stati controllati, non solo per la Psa ma anche per la Trichinella, 13mila cinghiali di cui oltre 5mila provenienti dalla zona infetta della Sardegna. Anche sul versante lingua blu il quadro è migliorato rispetto al passato. Fra i primi anni 2000 e il 2013 10mila delle 13mila aziende presenti in Sardegna sono state vittime dell’epidemia. Oggi, grazie ai dati raccolti e all’elaborazione di sistemi matematici specifici, si possono definire le mappe di rischio per area, se non per azienda, così da poter prevenire in anticipo l’insorgenza della Blue tongue e agire di conseguenza.
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