Dopo lo strappo sul metano arriva la sottosegretaria
Venerdì la nuorese Alessandra Todde sarà a Cagliari per un vertice sull’energia. Caso Rwm: incontro fra Di Maio e la Regione, ma la soluzione è ancora lontana
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CAGLIARI. C’è chi l’ha ribattezzata come una «necessaria missione di pace», per evitare strappi esagerati fra le Regione e il Governo sulla questione energia. La missione è quella della sottosegretaria del ministero dello sviluppo economico, la nuorese Alessandra Todde, del Movimento Cinque stelle, che venerdì sarà a Cagliari per incontrare il governatore Christian Solinas e l’assessore all’industria Anita Pili. Un vertice diventato indispensabili dopo le polemiche sollevate mercoledì, sempre a Cagliari, dalle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte sulla vertenza energia. Vanno ricordate, quelle dichiarazioni del presidente del Consiglio: scarsa disponibilità a concedere alla Sardegna una proroga dal 2025 al 2030 per la chiusura delle centrali a carbone e poca considerazione per i progetti metano e Dorsale sarda.
La mediazione. Dopo il botta e risposta, seppure a distanza fra Palazzo Chigi e la Sardegna, la sottosegretaria avrà il compito di mediare. Che sia questo l’obbiettivo della prossima missione lo si intuisce dalle stesse parole di Alessandra Todde, nell’annunciare, a Roma, il vertice della settimana prossima. «Sull’energia – ha detto – il premier Conte, a Cagliari, ha fatto delle considerazioni importanti. Ora il mio ruolo come rappresentante del ministero sarà quello di identificare, con l’assoluta collaborazione che sto riscontrando da parte della Regione, soluzioni di sviluppo, valutare progetti, piani industriali e tutto quanto sarà necessario per realizzare interventi strutturali nel campo dell’energia. Perché credo – ha proseguito – che la Sardegna abbia necessità di progetti a lunga scadenza e non soluzioni tattiche, semmai valide per cinque o dieci anni, ma che poi non seguono lo sviluppo di cui oggi ha bisogno».
Vertenza Rwm. La sottosegretaria Todde, insieme all’assessora all’industria Anita Pili, ha anche partecipato alla Farnesina a un incontro con il ministro degli esteri Luigi Di Maio sul futuro degli operai della Rwm di Dosmunovas. È la fabbrica di bombe bloccata, nei fatti, dopo la sospensione da parte del Governo della licenza di vendere armi all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi. Confermato quel blocco, presto potrebbe esserci la disponibilità dei ministeri a trovare soluzioni alternative per i 160 lavoratori precari non riconfermati dalla Rwm. Anche se i sindacati hanno ribattuto: «Finora da Roma sono arrivate solo parole ma nessun impegno».
La mediazione. Dopo il botta e risposta, seppure a distanza fra Palazzo Chigi e la Sardegna, la sottosegretaria avrà il compito di mediare. Che sia questo l’obbiettivo della prossima missione lo si intuisce dalle stesse parole di Alessandra Todde, nell’annunciare, a Roma, il vertice della settimana prossima. «Sull’energia – ha detto – il premier Conte, a Cagliari, ha fatto delle considerazioni importanti. Ora il mio ruolo come rappresentante del ministero sarà quello di identificare, con l’assoluta collaborazione che sto riscontrando da parte della Regione, soluzioni di sviluppo, valutare progetti, piani industriali e tutto quanto sarà necessario per realizzare interventi strutturali nel campo dell’energia. Perché credo – ha proseguito – che la Sardegna abbia necessità di progetti a lunga scadenza e non soluzioni tattiche, semmai valide per cinque o dieci anni, ma che poi non seguono lo sviluppo di cui oggi ha bisogno».
Vertenza Rwm. La sottosegretaria Todde, insieme all’assessora all’industria Anita Pili, ha anche partecipato alla Farnesina a un incontro con il ministro degli esteri Luigi Di Maio sul futuro degli operai della Rwm di Dosmunovas. È la fabbrica di bombe bloccata, nei fatti, dopo la sospensione da parte del Governo della licenza di vendere armi all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi. Confermato quel blocco, presto potrebbe esserci la disponibilità dei ministeri a trovare soluzioni alternative per i 160 lavoratori precari non riconfermati dalla Rwm. Anche se i sindacati hanno ribattuto: «Finora da Roma sono arrivate solo parole ma nessun impegno».
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