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La Maddalena, nuovo scippo dei fondi per l’ex Arsenale

La Maddalena, nuovo scippo dei fondi per l’ex Arsenale

La scoperta del deputato Marino: destinati ad altri interventi i 15 milioni per l’opera alla Maddalena

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SASSARI. I 15 milioni di euro per il rilancio dell’ex arsenale della Maddalena sono volati via. Finiti come coriandoli per finanziare altri investimenti. A deciderlo a febbraio il tavolo di Concertazione, di cui fa parte anche la Regione, e a scoprirlo i deputati dei 5 Stelle Nardo Marino e Mario Perantoni. I parlamentari hanno presentato una interrogazione a cui ha risposto in modo dettagliato la sottosegretaria ai Beni e le attività culturali, Anna Laura Orrico.

Nell’interrogazione di fatto si chiedeva che fine avevano fatto i 15 milioni di euro che erano destinati alla bonifica e al recupero dell’area dell’ex Arsenale della Maddalena. Dopo anni di battaglie e proteste per recuperare l’hotel superlusso con porto turistico disegnato dall’archistar Stefano Boeri, lo Stato aveva stanziato le risorse, 15 milioni. E dopo un’altra battaglia aveva nominato il governatore Solinas commissario straordinario per l’opera. Ma di fatto le risorse non c’erano più. I fondi sono stati destinati per altre opere. Un milione è destinato al recupero del nuraghe Belveghile a Olbia. Il nome non dice molto, ma basta ricordare che è quello sopra cui hanno costruito un cavalcavia e tutti lo ricordano. Altri due milioni sono andati al museo Sanna di Sassari, e 700 mila euro sono stati destinati per l’ex artiglieria di Obia. Difficile capire ora cosa si potrà fare senza risorse. E non nasconde la sua preoccupazione il deputato Marino nella risposta in aula alla sottosegretaria. «Finalmente si fa chiarezza – dice –. A febbraio avevo accolto con soddisfazione che la Regione fosse diventata soggetto attuatore per l’ex arsenale. Credevo fosse un punto di svolta dopo una vicenda confusa durata più di dieci anni che si è conclusa con un’infrastruttura strategica e di grande qualità abbandonata al degrado». Poi Marino affonda il colpo. «La riprogrammazione dei 15 milioni da parte del comitato di sorveglianza è un’ulteriore beffa per La Maddalena. È vero che i soldi stanziati devono essere spesi, ma senza il soggetto attuatore era impossibile. C’è poi un debito morale che lo Stato ha con la comunità della Maddalena e con tutti i sardi dopo che aveva trasferito sotto il governo Berlusconi il G8 dalla Maddalena e aveva lasciato come un’incompiuta buona parte della trasformazione economica dell’isola. Erano stati spesi 327 milioni di euro e oggi abbiamo l’inquinamento e una struttura che rischia di cadere a pezzi. Dopo dieci anni è arrivato il momento di far ripartire i tavoli di concertazione per riavviare il percorso di trasformazione dell’economia della Maddalena. Mi chiedo come mai Solinas, che fa parte del comitato di Sorveglianza quando era stato dato l’allarme del rischio scippo dei fondi aveva reagito in modo indignato. Ma come membro mi chiedo come facesse a non esserne a conoscenza». (l.roj)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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