Emodinamica inaugurata e subito chiusa
Sul piede di guerra, in Ogliastra, ci sono anche i cardiopatici. Le promesse sulla riapertura della sala di Emodinamica del Nostra signora della Mercede, inaugurata in via sperimentale nel 2017 e...
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Sul piede di guerra, in Ogliastra, ci sono anche i cardiopatici. Le promesse sulla riapertura della sala di Emodinamica del Nostra signora della Mercede, inaugurata in via sperimentale nel 2017 e rimasta operativa solo per una manciata di mesi, sono rimaste lettera morta.
La Regione non ha infatti ancora dato il via libera all’accreditamento e l’associazione “Gli amici del cuore” è pronta a inscenare la clamorosa protesta che tre anni fa diede i suoi frutti: lo sciopero dei farmaci salvavita. Un proposito drastico che verrà messo in atto se, entro ottobre (data indicata come termine ultimo per perfezionare le procedure), il progetto non dovesse rivedere la luce.
«Abbiamo deciso di pazientare ancora qualche settimana ma poi, se le cose non dovessero andare per il verso giusto riprenderemo con lo sciopero dei farmaci e della fame», dice Francesco Doneddu, a capo del sodalizio che nel giugno del 2017 aveva salutato con favore l’apertura del laboratorio nel presidio ospedaliero di Lanusei. In quell'occasione l’assessorato alla Sanità aveva dato il via libera all'accreditamento istituzionale provvisorio, per un periodo di 90 giorni, accreditamento che aveva permesso l'avvio delle attività in regime programmato per due volte alla settimana per un massimo di 8 ore giornaliere.
Dopo quella breve sperimentazione, resa possibile anche grazie all’acquisto dei macchinari necessari costati all’incirca 900mila euro, tutto si è fermato. E la pazienza dei cardiopatici è nuovamente finita. Per questo se non arriveranno risposte in tempi molto rapidi ripartirà la protesta, ancora più dura rispetto alla precedente.
La Regione non ha infatti ancora dato il via libera all’accreditamento e l’associazione “Gli amici del cuore” è pronta a inscenare la clamorosa protesta che tre anni fa diede i suoi frutti: lo sciopero dei farmaci salvavita. Un proposito drastico che verrà messo in atto se, entro ottobre (data indicata come termine ultimo per perfezionare le procedure), il progetto non dovesse rivedere la luce.
«Abbiamo deciso di pazientare ancora qualche settimana ma poi, se le cose non dovessero andare per il verso giusto riprenderemo con lo sciopero dei farmaci e della fame», dice Francesco Doneddu, a capo del sodalizio che nel giugno del 2017 aveva salutato con favore l’apertura del laboratorio nel presidio ospedaliero di Lanusei. In quell'occasione l’assessorato alla Sanità aveva dato il via libera all'accreditamento istituzionale provvisorio, per un periodo di 90 giorni, accreditamento che aveva permesso l'avvio delle attività in regime programmato per due volte alla settimana per un massimo di 8 ore giornaliere.
Dopo quella breve sperimentazione, resa possibile anche grazie all’acquisto dei macchinari necessari costati all’incirca 900mila euro, tutto si è fermato. E la pazienza dei cardiopatici è nuovamente finita. Per questo se non arriveranno risposte in tempi molto rapidi ripartirà la protesta, ancora più dura rispetto alla precedente.
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