La Nuova Sardegna

L’idea: un parco archeologico a Mont’e Prama

di Stefano Ambu
L’idea: un parco archeologico a Mont’e Prama

Cagliari, l’archeologo Zucca immagina il futuro: «Ci sono le premesse per allargare l’area di scavo»

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CAGLIARI. Un parco archeologico per le perle del Sinis. L’idea è affascinante come un può esserlo solo un mistero. Ma per Gaetano Ranieri, geofisico, di misteri però ce ne sono pochi: quando il segnale del suo apparecchio a sedici canali dá un impulso forte, allora significa che lá sotto qualcosa c'è. Ranieri, ospite della Fondazione di Sardegna per la seconda puntata del suo “viaggio” nel sottosuolo del Sinis (la prima era andata in scena a Sassari il 23 a Sassari), questa volta ha parlato della sua passione di ingegnere al servizio della storia davanti a una sala gremita. Non si è soffermato sui risultati dell’ultima sessione di lavoro, quella che lascia intravedere sagome che possono essere interpretate come stanze, o come vie pavimentate e altri tesori che potrebbero aprire nuovi scenari su Mont’e Prama. Il geofisico ha voluto trasmettere tutte le emozioni che trasmette la ricerca. Dal primo amore per l’approfondimento archeologico scattato in nord Africa scannerizzando una foto: «Acquistata per l'equivalente di cento lire», ha raccontato. Sino alle ipotesi formulate insieme agli archeologi di fronte alle immagini trasmesse dal georadar. Con la gioia della conferma dopo che dalla terra sono spuntati magari prima un braccio e poi la testa di un gigante. E sull'immagine di una statua ritrovata proprio dopo un segnale inequivocabile ricevuto dal suo georadar, inevitabilmente, è scattato l'applauso. Una indagine certosina fatta di terreni passati al setaccio a meno di dieci chilometri all’ora, sotto il sole del Sinis. «L'autista – ha raccontato ieri Ranieri – consumava i pasti al volante». Intanto, a margine della conferenza, sembrano crescere le speranze sul fronte degli scavi, un’attività sospesa da tempo nel territorio di Cabras: «Abbiamo una campagna – ha detto Raimondo Zucca dell’Universitá di Sassari – che la Sovrintendenza e le Università della Sardegna dovranno avviare entro breve tempo. Quello che è stato trovato finora è noto. Certamente la continuazione degli scavi consentirà di avere nuovi elementi su Mont’e Prama e altro materiale che sarà sottoposto alla studio. Per il resto le indagini di Ranieri sono state di grandissimo interesse. Tutti avevano proposto un’idea molto più ridotta in quanto a dimensioni della preistoria e la protostoria della laguna di Cabras. Però le analisi del professor Ranieri sono andate al di là del velo d'acqua. E ci sono delle novità rilevanti anche nel villaggio di San Salvatore di Sinis. Ci sono poi le notizie relative alla futura spedita di mezzo milione per acquisire i terreni intorno a Mont’e Prama. Insomma, si possono creare le premesse per la creazione di un grande parco archeologico». Prima, però, sarà necessario perlomeno riprendere gli scavi e chiarire la questione degli espropri delle terre che gravitano attorno allo scavo. Senza parlare delle questioni legate alla nascita di una “fondazione” che dovrebbe gestire l’intero pacchetto archeologico e dell’esposizione delle statue, entrambe in divenire da anni.

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