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Ecco il nuovo Piano casa, presentata la legge

Inizia il suo iter in Commissione. Primo firmatario il presidente Talanas, Fi Incrementi volumetrici fino al 35 per cento. Si può intervenire anche nei 300 metri


15 ottobre 2019


CAGLIARI. Il centrodestra presenta un nuovo Piano casa. Lo fa con una proposta di legge che ha come primo firmatario il presidente della commissione Urbanistica Giuseppe Talanas, Fi, ma è sottoscritta anche dai consiglieri Emanuele Cera e Angelo Cocciu, anche loro di Forza Italia.

La legge prevede incrementi volumetrici fino al 35 per cento. E consente di realizzarli anche nella fascia dei 300 metri, ma con un incremento massimo del 15 per cento. «Nessuno pensi che vogliamo dare via libera al cemento sul territorio – spiega Talanas –. Al contrario, vogliamo rendere possibile rinnovare il patrimonio immobiliare. E anche dare la possibilità a chi ha strutture ricettive di poterle aggiornare e mantenerle competitive sul mercato».

Ma la legge interviene anche per le costruzioni nell’agro e propone il lotto minimo di un ettaro per poter costruire. «E anche la fine dell’obbligo di essere agricoltore professionale – continua Talanas –. Il principio che anima questa legge è far ripartire l’economia. Credo che l’edilizia sia uno dei motori di questa regione e che da molto tempo si attenda una sua reale ripartenza. Ci sono anche incentivi per chi utilizza materiali prodotti in Sardegna e a risparmio energetico».

Talanas non ha dubbi. «Credo che questa legge sia una delle priorità del popolo sardo – spiega –. Per questo l’abbiamo depositata in Commissione e da oggi inizierà il suo iter di approvazione. La legge interviene in tutti i settori. Sull'edilizia residenziale, su quella turistica, alberghiera, industriale, commerciale, artigianale, rurale». Talanas spiega anche l’applicazione della legge anche nelle aree più delicate, quelle turistiche.

«Gli incrementi per le strutture residenziali oltre i 300 metri dalla battigia non possono superare il 35 per cento del volume urbanistico. Sono consentiti anche nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia fino a un massimo del 15 per cento del volume esistente, a condizione che l'incremento non si sviluppi verso il mare e preveda la chiusura di verande coperte preesistenti. Per le strutture alberghiere sono consentiti aumenti del 35 per cento del volume già esistente, anche con la realizzazione di corpi separati rispetto a quello principale. Per le strutture destinate ai servizi connessi ai sistemi turistici, l'incremento previsto è del 25 per cento». (l.roj)

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