La Nuova Sardegna

Tempio, la moglie di Grillo interrogata in Procura

di Tiziana Simula
Tempio, la moglie di Grillo interrogata in Procura

Parvin Tadjik era in casa quando sarebbe avvenuta la violenza su una 19enne La testimonianza: «Dormivo, non mi sono accorta di nulla. Non ho sentito niente»

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PORTO CERVO. «Non mi sono accorta di nulla, non ho sentito niente, dormivo». Accompagnata da Enrico Grillo, avvocato di famiglia, Parvin Tadjik, moglie di Beppe Grillo e madre di Ciro, secondogenito del comico genovese, accusato insieme a tre amici del presunto stupro di gruppo di una studentessa 19enne di Milano, si è presentata ieri in Procura, a Tempio, dove è stata sentita come persona informata sui fatti. Sulla testimonianza della donna – sentita dal procuratore Gregorio Capasso che segue l’inchiesta in prima persona insieme al sostituto procuratore Laura Bassani – vige l’assoluto riserbo. «Non abbiamo nulla da dichiarare», taglia corto l’avvocato Grillo raggiunto al telefono poco dopo aver lasciato gli uffici giudiziari galluresi. Dalle poche indiscrezioni che trapelano, la mamma di Grillo jr, che la notte del 16 luglio dormiva nell’appartamento attiguo a quello dove si sarebbe consumata la presunta violenza, al Pevero (la casa è suddivisa in due ambienti distinti), avrebbe ribadito agli inquirenti di non aver sentito nulla. Un altro tassello che si aggiunge alla delicatissima inchiesta della Procura di Tempio che intende chiudere al più presto, in un verso o nell’altro, la vicenda giudiziaria. Capasso ha già risentito diversi testimoni, così come sono stati sentiti anche i vicini di casa della famiglia Grillo che abitano sopra e a fianco all’appartamento del comico genovese. Gli stessi difensori dei quattro indagati avevano presentato istanza difensiva affinché venisse sentita la mamma di Ciro (che dormiva nell’appartamento insieme alla donna di servizio) e i vicini di casa. Anche per inquadrare meglio il teatro della presunta violenza, lo scorso settembre, la Procura aveva fatto un’ispezione al Pevero. Accertamenti sul luogo dove sarebbero avvenuti i fatti denunciati dalla 19enne. Erano state eseguite misurazioni e rilevate le posizioni delle stanze e le distanze. Intanto proseguono le perizie sui cellulari, 7 in tutto quelli in mano alla Procura, uno dei quali della vittima. Un’analisi lunga perché vasto è il materiale da esaminare da parte dei consulenti tecnici nominati dalla Procura e dalle parti. Ci vorrà ancora del tempo per scaricare tutto il contenuto e realizzare la cosiddetta copia forense. I difensori degli indagati sono però convinti che proprio nei video ci sia la prova che quei rapporti sessuali ripresi da uno dei ragazzi fossero consenzienti e che non ci sia stata alcuna violenza sessuale. Di sicuro, l’analisi dei cellulari rappresenta un accertamento fondamentale per l’inchiesta. Un elemento di riscontro diretto alla terribile denuncia presentata dalla 19enne che ai carabinieri di Milano il 26 luglio scorso, aveva denunciato lo stupro di gruppo che sarebbe avvenuto dieci giorni prima nella casa di Beppe Grillo, al Pevero, dov’erano andati per una spaghettata dopo la notte trascorsa al Billionaire. Oltre ai video, gli inquirenti cercano messaggi e contatti che potrebbero essere avvenuti tra loro successivamente al 16 luglio, e post sui profili social. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Enrico Grillo che difende Ciro, Ernesto Monteverde e Mariano Mameli che assiste Edoardo Capitta, Paolo Costa che rappresenta Vittorio Lauria, Romano Raimondo e Gennaro Velle che assistono Francesco Corsiglia. La 19enne è assistita dall’avvocato Lura Panciroli.

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