La Nuova Sardegna

il no al dissequestro 

I periti: è troppo vicino al fiume dovrà essere ricostruito da zero

I periti: è troppo vicino al fiume dovrà essere ricostruito da zero

NUORO. «Le considerazione tecniche espresse dai consulenti giustificano la permanenza del vincolo reale sul ponte di Oloè, non essendo venuto meno il rischio di crollo del viadotto a seguito degli...

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Le considerazione tecniche espresse dai consulenti giustificano la permanenza del vincolo reale sul ponte di Oloè, non essendo venuto meno il rischio di crollo del viadotto a seguito degli interventi eseguiti dall’ente gestore». Parole del giudice monocratico Giovanni Angelicchio che il 13 settembre scorso ha rigettato l’istanza di dissequestro, e dunque di riapertura al traffico, presentata dalla Provincia per il ponte di Oloè a lavori conclusi e collaudo effettuato. Dodici pagine di valutazioni sulla sicurezza della struttura che diventano una pietra tombale su Oloè (ancora più dell’ordinanza di sequestro del 2017 firmata dal Gip Mauro Pusceddu), tali probabilmente da precludere in futuro la sua riapertura. La nuova attestazione di sicurezza infatti riguarderebbe il solo impalcato ma non considera la «valutazione delle conseguenze che potrebbero verificarsi per l’azione congiunta non solo della circolazione stradale – scrive il giudice – ma anche di altri fattori, quali la spinta dell’acqua, delle terre contro le strutture in ipogeo, dei sismi, degli urti dei corpi galleggianti». E ancora: «I consulenti altro non hanno fatto che individuare, estrapolare, evidenziare e portare a naturale conseguenza le gravissime criticità e le rilevanti anomalie strutturali» indicate dalla stessa Provincia nell’istanza di dissequestro. «Pertanto – prosegue Angelicchio – malgrado gli interventi eseguiti, malgrado le somme ingenti spese, pur nella consapevolezza dei disservizi che la chiusura al traffico arreca alla popolazione locale, il ponte di Oloè, per i deficit strutturali ravvisati, non è sicuro e il pericolo di un suo crollo non può dirsi ancora del tutto neutralizzato».

In sostanza i periti del pubblico ministero, e allo stesso modo il giudice monocratico, non hanno potuto fare altro che constatare come, anche in base alle Norme tecniche costruzioni (Ntc) intervenute nel 2008 e nel 2018, sia fuori norma nonostante possa apparire sicuro. Non a caso il ponte che, chissà quando, prenderà il posto di Oloè dovrà essere più lungo e non insistere direttamente sul letto del fiume, e più alto dell’invaso del Cedrino (ora è inferiore di 5 metri), solo per citare alcuni elementi. Il fatto è che per costruire un nuovo ponte ci vorranno almeno 15 milioni, più 5 o 6 per il raccordo stradale: un’impresa impossibile, almeno al momento. Lo ha capito il sindaco di Oliena Sebastiano Congiu, che lunedì chiederà al consiglio di esprimersi sulla realizzazione di un ponte Bailey, una struttura militare d’emergenza. Costo per le casse pubbliche meno di centomila euro. (p.me.)
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative