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Commissione insularità, Cossa presidente

Commissione insularità, Cossa presidente

L’esponente dei Riformatori eletto con i soli voti della maggioranza, il vice sarà Lai di Liberi e uguali

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CAGLIARI. Non poteva che essere Michele Cossa, capogruppo dei Riformatori, il presidente della commissione speciale del Consiglio sull’insularità. È da oltre due anni che i referendari sono alla testa della sfida, ormai diventata regionale, con il Governo e l’Europa perché alla Sardegna siano riconosciuti gli svantaggi economici e sociali. Cossa è stato eletto con i voti della maggioranza, mentre l’opposizione li ha indirizzati su Eugenio Lai di Leu, che sarà il vicepresidente. Segretari saranno invece Dario Giagoni (Lega)e Roberto Li Gioi (M5s). La commissione avrà un anno di tempo per rafforzare il patto strategico e politico con le altre isole del Mediterraneo: Sicilia, Corsica, Baleari, Malta, Creta e dell’Egeo. È un Patto indispensabile perché sia dallo Stato d’appartenenza ma soprattutto da Bruxelles arrivino le compensazioni necessarie per evitare che l’insularità continui a essere un freno allo sviluppo e quindi gran parte dei contributi europei possano essere utilizzati senza il rischio di essere considerati aiuti di Stato, come accaduto invece più volte in passato. Dopo l’elezione il neo presidente Cossa ha postato su Facebook: «Sono pronto per portare avanti questa battaglia ormai non più regionale ma nazionale ed europea, forte del consenso trasversale che l’ha animata fin dal principio. Ho accettato questo nuovo incarico con orgoglio, sapendo che ci vorranno grande determinazione e buona volontà per portare a termine questa battaglia cominciata due anni fa con la raccolta di firme poi confluita nella legge di iniziativa popolare per il riconoscimento dell’insularità in Costituzione. È quella legge ancora scandalosamente ferma in commissione affari costituzionali del Senato». Il vicepresidente Eugenio Lai ha aggiunto: «L’obiettivo della commissione sarà quello di percorrere tutte le strade per migliorare la qualità della vita dei sardi. Questa è una sfida che non ha colore politico: appartiene a tutti. Il principio dell’insularità è un diritto sacrosanto e quindi dobbiamo far di tutto perché sia riconosciuto nella Costituzione sia dai trattati europei».

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