Progetto Aria, opportunità per il Sulcis

Manifestazioni d’interesse dall’estero per la ricerca sugli isotopi arricchiti

CAGLIARI. La tecnologia portata avanti dal progetto Aria sta suscitando l’interesse di gruppi industriali internazionali che guardano con attenzione alla produzione di isotopi stabili arricchiti (13C, 15N e 18O) di interesse commerciale per la diagnostica medica e lo sviluppo di farmaci innovativi. E potrebbero scaturire nuove opportunità di lavoro e sviluppo dalla ricerca insediatasi nel bacino carbonifero del Sulcis Iglesiente. Ad annunciarlo è il neo amministratore unico di Carbosulcis, Francesco Lippi. «Nelle scorse settimane – spiega abbiamo ricevuto alcune manifestazioni d’interesse che sono all’attenzione della Regione relative a un possibile spin-off sulle aree in via di dismissione mineraria a Nuraxi Figus e Seruci. Nei prossimi giorni è fissato il primo incontro tecnico con la struttura dell’assessora Pili per le prime valutazioni».

«Il progetto Aria – ricorda il responsabile del progetto scientifico, Cristian Galbiati – sta realizzando la più ambiziosa macchina al mondo per la separazione isotopica: una colonna di distillazione criogenica di 350 metri d’altezza sita all’interno di un pozzo minerario, originariamente concepita per gli studi sulla materia oscura tramite l’esperimento DarkSide nei laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso».

Quello della diagnostica e dello sviluppo dei medicinali innovativi è un mercato mondiale in piena espansione ed evoluzione – afferma il prorettore dell’innovazione dell’università di Cagliari, Maia Chiara di Guardo – e il Sulcis Iglesiente diventa particolarmente attraente a livello internazionale». «Un progetto che è un perfetto esempio di collaborazione tra ricerca, università, istituzioni e aziende» spiega il referente per la Sardegna dell’Infn, Antonio Masoni.

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