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Opposizioni sull’Aias: «Assessore assente lavoratori a rischio»

Opposizioni sull’Aias: «Assessore assente lavoratori a rischio»

CAGLIARI. Il silenzio della Regione sull’Aias che va a rotoli è allarmante. A sostenerlo sono i Progressisti e il Pd, che hanno sollecitato la convocazione dell’assessore alla sanità, Mario Nieddu,...

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CAGLIARI. Il silenzio della Regione sull’Aias che va a rotoli è allarmante. A sostenerlo sono i Progressisti e il Pd, che hanno sollecitato la convocazione dell’assessore alla sanità, Mario Nieddu, in Consiglio regionale. «A tre settimane dall’approvazione all’unanimità della relazione della commissione d’inchiesta – scrivono – non è successo assolutamente nulla. Anzi, l’assessore continua a non far sapere se abbia in mente o meno soluzioni, noi siamo sicuro che non ne abbia, per garantire i diritti dei lavoratori senza stipendio e quello dei pazienti». Secondo i Progressisti e il Pd, come sostenuto poche ore fa anche dai consiglieri regionali di Leu, la situazione si è addirittura aggravata: «Con arroganza – sottolineano – il vertice dell’Aias ha abbandonato il tavolo tecnico che aveva il compito di definire il contenzioso. Con il rischio, evidentemente cercato dall’Aias e tollerato dalla Giunta, di ritornare a quel passato in cui l’assenza di trasparenza è stato l’alibi per vessare i lavoratori e scaricare le colpe su altri». Per questo, secondo le opposizioni, «l’assessore deve dire subito quali sono le sue intenzioni per evitare il caos».

Sclerosi multipla. Sono state due mozioni, presentate dal Movimento Cinque stelle e dalla Lega, a impegnare l’assessorato alla sanità a rendere più efficiente la rete di cura e riabilitazione per i pazienti affetti da sclerosi multipla. «L’emergenza in Sardegna – scrivono i Cinque stelle – è alta perché l’incidenza della malattia è di 337 sardi ogni 100mila abitanti, mentre è appena sopra i 190 nelle altre regioni. In passato, la rete regionale poteva contare su alcune eccellenze, Cagliari e Sassari, ma gli standard sono crollati». Anche la Lega ha sollecitato una profonda riorganizzazione per garantire di nuovo un livello minino di prestazioni anche nelle cure domiciliari.

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